mercoledì 7 gennaio 2009

Problemi di maggioranza

I veti non appartengono esclusivamente alle maggioranze parlamentari esigue, come quelle del governo Prodi II (2006-2008). Anche il centrodestra berlusconiano che gode di numeri soddisfacenti in entrambi i rami del Parlamento ha il suo bel da farsi per sedare gli animi. Molto probablmente la sinistra radicale avrebbe influenzato l’azione dell’esecutivo nella passata legislatura anche se la maggioranza dell’allora Unione a Palazzo Madama non fosse stata legata ad un filo. Oggi la Lega Nord non molla su Malpensa, e impone come priorità tra le riforme quella del “suo”federalismo fiscale, mentre Alleanza Nazionale lotta per legittimare la sua quota di partecipazione al Popolo della Libertà. Inizialmente ha dovuto tener duro nella formazione del nuovo governo per ottenere una giusta e degna rappresentanza, in seguito, sulla tentata riforma elettorale per le Europee, ha sventato il pericolo di abolizione delle preferenze (ipotesi gradita al Presidente del Consiglio). In questi giorni viene avanzata l’ipotesi di promozione a Ministro dei Sottosegretari Michela Vittoria Brambilla (Salute) e Ferruccio Fazio (Turismo), entrambi forzisti. Per il partito di Fini, che ha raccolto su scala nazionale, sia alle Elezioni Politiche di quasi tre anni fa, sia alle Europee di 4 anni e mezzo fa, più della metà dei voti di Forza Italia, sarebbe inaccettabile ritrovarsi all’interno del costituendo Pdl rappresentato in misura inferiore al 30%. Le fibrillazioni interne alla maggioranza di questi giorni alle voci di un rimpasto nel governo sono la prova provata che Berlusconi non avrà la strada spianata. Lo hanno lasciato intendere con le loro dichiarazioni Andrea Ronchi e Maurizio Gasparri. Ancora più esplicito è stato Francesco Storace dal suo blog.

Nessun commento: