sabato 10 gennaio 2009

I conti di Tremonti

Dopo l’esperienza negativa della legislatura 2001-2006 il Ministro dell’Economia del Pdl ripropone previsioni molto positive. Ce la farà a proseguire l’opera di risanamento di Prodi e Padoa Schioppa?

TREMONTI 01 - Analizzando le previsioni di inizio legislatura (2001), all’inizio della sua nuova esperienza come Ministro dell’Economia dopo il ’94, Giulio Tremonti aveva senza dubbio intenzione di continuare sulla strada del risanamento avviata dal centrosinistra dei governi Prodi-D’Alema-Amato. L’eredità raccolta dai suoi predecessori (Visco-Del Turco) consisteva in un saldo primario di oltre 100.000 miliardi delle vecchie lire (circa 56 miliardi di euro). Il nuovo inquilino di via XX Settembre puntò il dito ancora più in alto prevedendo che alla fine del suo nuovo mandato (nel 2006) l’avanzo primario avrebbe raggiunto e superato gli 80 miliardi di euro, il che significava un livello del debito al 92,8% del Pil dopo cinque anni. Inutile dire che i risultati furono diametralmente opposti alle aspettative. A fine legislatura i 56 miliardi di avanzo erano diventati solo 2, la spesa pubblica che sarebbe dovuta aumentare del 16% rispetto al 2001 aumentò del 28% con la spesa sanitaria particolarmente fuori controllo. Durante l’esperienza berlusconiana al governo del Paese, infatti, balzò dai 70 ai 100 miliardi di euro, un aumento di circa il 45% (Tremonti aveva previsto un aumento del 16%). Non fu tenuta a bada nemmeno la crescita della spesa per i redditi da lavoro dipendenti che sarebbe dovuta essere moderata, al di sotto della media. Sotto controllo rimase, però, la spesa previdenziale, per via della riforma e dell’introduzione del cosiddetto “scalone”. E fu così che dal 2005 in poi il debito pubblico dopo dieci anni ricominciò a crescere.

PADOA SCHIOPPA 06 - Poi arrivò il governo di Romano Prodi e il conto della pubblica amministrazione riprese a respirare. Il rapporto deficit/Pil era giunto al 4%. Con l’avvento di Tommaso Padoa Schioppa al super Ministero dell’Economia e delle Finanze, i conti tornarono ben presto sul binario giusto. L’indebitamento scese sotto il 3%. In soli 2 anni furono recuperati oltre 40 dei 56 miliardi dell’avanzo primario di un tempo. Le entrate tributarie aumentarono ad un ritmo doppio di quanto previsto e la spesa pubblica fu tenuta sotto controllo. “Il miglioramento conferma la tendenza emersa già dallo scorso anno di un allargamento della base imponibile, imputabile anche all’efficacia degli interventi di recupero dell’evasione fiscale adottati”, faceva sapere il governo nel 2007. Le previsioni furono addirittura migliorate in corso d’opera, nel suo secondo anno di attività l’esecutivo avvicinò gli obiettivi di finanza pubblica. Le previsioni di pareggio di bilancio (azzeramento dell’indebitamento netto) e di abbassamento del debito sotto la soglia del 100% del prodotto interno lordo furono migliorate. Gli obiettivi sarebbero stati raggiunti nel 2010, non più nel 2011.

TREMONTI 08 – Col 2009 dovrebbe iniziare la riscossa di Tremonti, che si è spinto con la Relazione Previsionale e Programmatica di fine settembre oltre le previsioni della sua passata esperienza. L’Italia punta a raddoppiare l’avanzo primario di fine 2008 (nel 2013 dovrebbe raggoungere quota 90 miliardi, dai 40 di oggi). Dal 2,6 attuale al 5% circa del Pil. Le entrate dovrebbero crescere ad un passo una volta e mezzo superiore alle spese, mentre il debito dovrebbe scendere fino al 91,9% del Pil.

2 commenti:

Andrea Lenci ha detto...

capisco le simpatie politiche ed il tono del post, ma non è vero che il rapporto deficit/pil era al 4% nel 2006, è stato un trucchetto contabile per peggiorare il dato che in realtà era sotto il 3%.

Nel 2001-06 le premesse furono disattese per via della crisi economica dell'epoca, non citare questa cosa non è corretto, soprattutto perchè dopo paragoni il tutto con i 2 anni di prodi (che se dopo due anni è andato a casa un motivo c'è) che sono coincisi con 2 anni favorevoli per l'economia a livello mondiale. così come alla fine degli anni 90 tra l'altro.

insomma donato, non fare l'indipendente lo sappiamo tutti di che parrocchia sei!!! :)

Osservatore politico ha detto...

Andrea, le tue argomentazioni mi sembrano un po' poco per condannare un post come di parte. Le mie critiche sono rivolte ad entrambi i principali schieramenti politici. Basta cercare anche cose vecchie che ho scritto. Avrei preferito che l'articolo fosse stato contestato nei numeri che ho citato. I dati citati appartengono quasi totalmente a Documenti prodotti dai governi di centrodestra. Anche i dati relativi al 2008: appartengono alla Relazione Previsionale e Programmatica di quest'anno. In ogni caso non credo che la leggera ripresa economica del 2006 possa da sola giustificare il netto miglioramento dei conti pubblici nei due anni del governo Prodi II.