martedì 2 dicembre 2008

Casini è il nuovo Prodi?

L’ESPERIMENTO - Da quando si è cominciato a parlare insistentemente di un futuro accordo tra Partito Democratico e Udc su scala nazionale? Dalla campagna elettorale per le Provinciali trentine, per la precisione. Svoltesi meno di un mese fa hanno visto il candidato del Pd, Lorenzo Dellai, vincere con l’appoggio dell’Udc. Walter Veltroni non si limitò allora solamente alla frase di rito “Il clima sta cambiando”, si spinse oltre: “Il risultato ottenuto dal nostro schieramento incarna una nuova e coerente ispirazione riformista e una visione di moderno autonomismo“. Fu più esplicito Enrico Letta: “Il modello delle Provinciali in Trentino è l'unico con il quale possiamo vincere anche a livello nazionale“. Sulla stessa lunghezza d’onda di Letta l’ex Ministro Pierluigi Bersani: “L'alleanza Pd-Udc è stata la più credibile. Ed è la stessa strada da seguire, sia a livello locale che nazionale“. Il Presidente di centrosinistra della Provincia di Milano, Filippo Penati, parlò di “modello su cui ci si può lavorare”. Dall’altra parte il Segretario centrista Lorenzo Cesa, non nascose la soddisfazione sua e del suo partito: “I nostri elettori hanno votato massicciamente per Dellai e siamo contenti del risultato. È stato un esperimento positivo che abbiamo sostenuto con convinzione in tutta la campagna elettorale, sia io che Casini”.

IL NUOVO PRODI - Sta per nascere l’Alleanza di Centro, risultato di un’ennesima fuga dall’Udc, dopo quelle messe in atto da Marco Follini (Italia di Mezzo), Carlo Giovanardi (Popolari Liberali) e Mario Baccini (Federazione dei Cristiano Popolari). Sono pesanti le parole pronunciate sabato scorso dal promotore del nuovo movimento, Francesco Pionati, il senatore appena fuoriuscito dall’Udc per dirigersi verso il centrodestra berlusconiano perchè insoddisfatto della linea dell’ex Presidente della Camera, ostile ad ogni tentativo di ricongiungimento con i vecchi alleati pidiellini: “Secondo me qualcuno ha garantito a Pier Ferdinando Casini che sarà lui il nuovo Prodi, il prossimo candidato del centrosinistra alla Presidenza del Consiglio”. Una cosa simile l’aveva già detta Carlo Giovanardi un mesetto fa, guardacaso proprio all’indomani della vittoria trentina di Dellai targata Pd-Udc: ”Casini dopo aver ricoperto altissimi incarichi di governo nel centrodestra ambisce di fatto a tornare al governo con lo schieramento opposto”. E’ solo suggestione?

I DUBBI - I sondaggi parlano di un elettorato centrista molto più vicino al Popolo della Libertà che al Pd. E questo non è un mistero. Fin troppo facile immaginare che dopo 14 anni di convivenza col centrodestra berlusconiano anche l’elettorato si sia identificato in quella parte politica e difficilmente capirebbe il salto del fosso. Punto secondo: non credo che per l’elettorato di sinistra, che in nome del voto utile ha appoggiato Veltroni alle Politiche di aprile affossando la sinistra radicale gradirebbe una operazione simile. “Ma ve li immaginate Totò Cuffaro e Giuseppe Lumia che fanno la campagna elettorale insieme nella stessa regione?” si chiederebbe tra sé e sé l’elettore medio diessino/socialista/post-comunista. Entrambi sono stati candidati ed eletti al Senato della Repubblica come capilista alle ultime elezioni Politiche, entrambi in Sicilia. Il primo nell’Udc, il secondo nel Partito Democratico. Cuffaro ad inizio anno, negli stessi giorni della caduta del Governo Prodi, è stato condannato per favoreggiamento nei confronti della mafia a 5 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici; Lumia è uno dei simboli della lotta alla mafia, il pentito Nino Giuffrè parlò di un attentato ai suoi danni progettato da Cosa Nostra e da Bernardo Provenzano, poi mai attuato.

2 commenti:

Rigitans' ha detto...

d'alema punterà ad un alleanza con l'udc e l appoggio esterno della sinistra. o comunque che l udc faccia ostruzionismo al pdl per far vincere il pd e prendere una fetta di voti di destra.

vito schepisi ha detto...

Ho qualche dubbio che Casini, prima di cedere, non si soffermi sulla fine di Prodi nelle sue due esperienze di leader del centrosinistra. Fare l'utile idiota di D'Alema sarebbe un errore imperdonabile. Nell'immaginario collettivo Bologna, oltre a sede delle torri degli asinelli, diverrebbe anche la città degli allocchi. Casini non è Cesa, uomo senza peso e multiforme, non è Follini uomo senza elettori, Casini ha degli impegni sia con chi lo sostiene che con gli ambienti clericali. Impegni che gli costerebbe troppo caro tradire.
Rientrerà nel Pdl, come il figliol prodigo, ha cercato di ripetere la furbizia del legislatura 2001-2006 quando è riuscito a bloccare l’iniziativa del governo con Follini, ma gli è andata male. Ora l’unica chance che gli resta è di negoziare il suo reingresso. Penso che avverrà dopo le europee. Ciò che mi riuscirà difficile digerire .... sarà risentire le stronzate di Buttiglione! Ciao! Vito