lunedì 3 novembre 2008

Italia: il Paese salva-Gheddafi

Due volte grazie al nostro Paese il leader libico Muhammar Gheddafi ha evitato la morte

STRAGE DI USTICA - E' il febbraio 2008 quando il Senatore a vita Francesco Cossiga, in un'intervista a SkyTg24, ripresa poi dal quotidiano Il Manifesto il giorno seguente, parla della Strage di Ustica del 27 giugno 1980: "Quando ero presidente della Repubblica i nostri servizi segreti mi informarono che a provocare la strage di Ustica furono i francesi".
E precisa: "Furono i nostri servizi segreti che quando io ero presidente della Repubblica informarono l'allora sottosegretario Giuliano Amato e me che erano stati i francesi, con un aereo della Marina, a lanciare un missile non a impatto, ma a risonanza. Se fosse stato a impatto non ci sarebbe nulla dell'aereo".
E conclude affermando: "La tesi è che i francesi sapevano che sarebbe passato l'aereo di Gheddafi. La verità è che Gheddafi si salvò perché il Sismi, il generale Santovito, appresa l'informazione, lo informò quando lui era appena decollato e decise di tornare indietro. I francesi questo lo sapevano videro un aereo dall'altra parte di quello italiano e si nascose dietro per non farsi prendere dai radar".
Queste dichiarazioni sulla strage che portò alla morte di 81 persone trovano riscontro anche nelle indagini degli anni passati (come nel caso del possibile ruolo della Francia) e hanno, perciò, causato la riapertura delle stesse, da parte della Procura di Roma.

RAID USA IN LIBIA - Nel 1986, l'allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi e il Ministro degli Esteri Giulio Andreotti fecero avvertire Tripoli di un raid americano contro la Libia. Lo ha affermato in un convegno della Farnesina pochi giorni fa il Ministro degli Esteri libico Mohammed Abdel-Rahman Shalgam, all'epoca ambasciatore a Roma: "Non credo di svelare un segreto se annuncio che il 14 aprile 1986 l'Italia ci informò che ci sarebbe stata un'aggressione americana contro la Libia". Era il 15 aprile quando 45 aerei americani in 12 minuti sganciarono 232 bombe e 48 missili contro 6 diversi obbiettivi. Dopo la soffiata italiana, Gheddafi riuscì a salvarsi, ma perse la vita insieme ad una decina di civili una sua figlia adottiva. Per l'operazione gli americani utilizzarono la base militare di Lampedusa, ma senza il consenso del governo italiano, contrario all'uso di cieli e mari italiani per l'aggressione. Uno dei protagonisti di questa storia, Andreotti, definisce l'operazione Usa "improvvida, un errore di carattere internazionale".

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