lunedì 20 ottobre 2008

Pd senza Di Pietro, l’Udc è l’unica strada percorribile

DICHIARAZIONI - Lo scenario che si sta delineando in queste settimane può condurre a scossoni nel quadro politico. La notizia importante è di ieri sera: l’alleanza Partito Democratico-Italia dei Valori può dirsi conclusa. Walter Veltroni così ne ha parlato in tv, intervistato da Fabio Fazio nella sua trasmissione in onda su Rai Tre Che tempo che fa: “L’alleanza è finita nel giorno in cui Di Pietro ha stracciato l’impegno e poi abbiamo due posizioni diverse, anche se, probabilmente, ci ritroveremo assieme nelle Amministrazioni locali, come è normale”. La replica di Antonio Di Pietro non si è fatta attendere: “Noi abbiamo scelto subito un'opposizione chiara, lineare e intransigente, mentre il Pd ha ondeggiato con una linea collaborativa, a tal punto da sembrare talvolta persino collaborazionista“. Intanto dal fronte Udc Casini, parlando delle candidature per le Elezioni Regionali abruzzesi, in cui il partito centrista correrà da solo, fa sapere: “Berlusconi con il suo veto sembra quasi volerci gettare tra le braccia della sinistra, per non avere moderati tra i piedi”.

IPOTESI PD-UDC - Non ci sarebbe da sorprendersi se in un futuro prossimo, quindi, verrebbe ufficializzato un accordo tra Pd e Udc, considerando le diverse affinità tra le due forze nell’opposizione al governo Berlusconi (ultima la manifestazione per la difesa delle preferenze alle Elezioni Europee condotta insieme). Sicuramente in questa fase il Pd sta seguendo una linea molto più vicina ai centristi che a quella dell’Idv di Di Pietro, che gradirebbe da Veltroni un’opposizione più dura all’esecutivo.
In un momento in cui i consensi per l’opposizione stentano a decollare, è impensabile che il Partito Democratico si presenti da solo in una competizione nazionale. Il venir meno dell’Italia dei Valori, che non arretra di un millimetro nelle sue battaglie e crea problemi al Pd custode di visioni differenti su diversi temi, apre le porte, o almeno lascia presagire, ad un accordo con i centristi dell’Udc. Il risultato ottenuto da Di Pietro alle ultime Politiche (4,4% alla Camera dei Deputati) è un dato rilevante, il Pd privandosi di un bagaglio di voti così ampio si auto-condannerebbe alla sconfitta. Lo sa bene Di Pietro, che ne parla a chiare lettere: “Senza di noi non possono vincere nemmeno una bambolina”. Con l’Udc (5,6% alla Camera alle ultime Politiche), invece, il partito di Veltroni non solo compenserebbe quanto perso numericamente, ma sarebbe meno esposto agli attacchi della maggioranza, che hanno fatto più volte leva sui contrasti Pd-Idv, e avrebbe una capacità maggiore di attrarre voti (moderati) dal Popolo della Libertà.

REAZIONI - Intanto Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, intanto, frena sull’ipotesi di alleanza Pd-Udc. Afferma ad Affaritaliani.it: “Noi non siamo intercambiabili con Di Pietro. Quello delle alleanze è un processo lungo. Il nostro obiettivo come Udc è rafforzare ancora il centro, rafforzare la nostra posizione nel Paese”. Vede di buon occhio la rottura, invece, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli: “Se Veltroni ha registrato l'atteggiamento di Di Pietro come un atteggiamento irresponsabile e il Pd vuole aprire una nuova stagione della trattativa e della ricerca insieme della sintesi su alcuni argomenti, certamente questo e' positivo”. Contrastanti le reazioni dello strappo nel Partito Democratico, l’ex Ministro della Difesa Arturo Parisi è duro su Veltroni: “Incapace di riconoscere i suoi errori, prigioniero del teorema che ha guidato la sua linea disastrosa, per poterne fuoriuscire Veltroni è costretto a infilarsi in contraddizioni crescenti, e a spingere con lui in un angolo il Pd e il centrosinistra”. D’accordo col Segretario Pd invece è il senatore Giorgio Tonini: “Veltroni non ha fatto altro che ribadire quello che ha sempre detto da quando di Pietro, violando il patto sottoscritto davanti agli elettori, ha rifiutato di dare seguito all'impegno di costituire un unico gruppo parlamentare”.

4 commenti:

Casa della Sinistra ha detto...

Io spero vivamente che il Pd si allei con l'UDC.
Sarebbe la morte del partito veltroniano e il ritorno all'ovile di molti compagni

Jetset - Libere Risonanze ha detto...

Se il PD si alleasse con l'UDC sarebbe non solo la definitiva condanna per se stesso ma anche e specialmente per il partito di Casini. Ve lo vedete un democristiano insieme ad un sinistro? Per chi ha memoria breve vi dice niente un tal Mastella? E sì che Mastella era un cattocomunista, figuriamoci che splendida idea sarebbe per Veltroni mettersi insieme ad un cattoliberista! La cosa inoltre mi sembra ridicola, il PD pare essere un collaudatore di vetture: prima con i massimalisti (fallimento completo) poi con i democristiani (altro fallimento completo) poi con Di Pietro (non ne parliamo nemmeno). Ora con Casini. Dopo aver collezionato ben tre figuracce ora prova l'ultima chance, Veltroni disperato sta passando in rassegna tutti i partiti che può ma non ne trova uno adatto. E' una situazione paradossale e ridicolissima.

Rigitans' ha detto...

faccio presente che l'italia dei valori in abruzzo vale molto piu' del 4,4% nazionale.
l'abruzzo sta vicino al molise, roccaforte di di pietro dove alle politiche idv è diventato primo partito.
in abruzzo invece presero piu' del 7%.

il pd se non troverà l'accordo con l'udc andrà probabilmente con il ps o addirittura da solo per sperare nel ballottaggio.

comunque si dovrebbero ancora una volta vergognare, e la reazione di parisi la dice lunga.
forse è il caso di ricreare il gruppo dell'asinello tramite l'italia dei valori, che è un opposizione migliore dell'anoressico pd.

Osservatore politico ha detto...

Alle regionali non è previsto nessun ballottaggio. Cmq l'articolo si riferisce all'alleanza Pd-Idv nelle elezioni nazionali (Europee e Politiche).