giovedì 9 ottobre 2008

Il Pd nella palude abruzzese

Elezioni regionali in Abruzzo. Come ad ogni tornata elettorale regionale, il risultato di fine novembre non potrà non farsi sentire da L’Aquila fino a Roma. Gli sconfitti diranno che si trattava un test regionale, i vincitori diranno che il test era anche nazionale. Il Pd è in difficoltà: botta e risposta sulle candidature con Di Pietro, che intanto candida un suo uomo. L’Udc in bilico tra Pd e Pdl. Rifondazione mette il veto sui democristiani. Con chi stare?

ITALIA DEI VALORI/1 - Antonio Di Pietro lancia la candidatura “solitaria” dell’Italia dei Valori alla presidenza della Regione Abruzzo. Dopo gli scandali (e gli arresti) che hanno coinvolto esponenti di primo piano della giunta Del Turco, quale occasione migliore per l’Idv per marcare ancor di più il suo storico profilo: “Libertè, Fraternitè, Legalitè”!? Anche se il Partito Democratico gli dà del pazzo, Tonino non molla la presa e tira dritto per la sua strada. E’ fatta: è Carlo Casentini il candidato del partito dell’airone. Si presenta sul blog del suo leader, senza rinunciare a pesanti stoccate ai compagni di banco di Montecitorio: “L’Abruzzo esce da una drammatica esperienza politica e di gestione dell’amministrazione pubblica. Del Turco è l’esecutore e la testa di ponte di un sistema corrotto nelle sue fondamenta e che coinvolge la politica nel suo complesso. Il primo ad esprimere solidarietà (a scatola chiusa) all’ex governatore della Regione è stato l’attuale governo, seguito dai dirigenti del Pd, e dai partiti minori. Durante la sua detenzione politici di tutti i colori si sono alternati nelle visite al carcere per esprimere solidarietà e portare chissà quali rassicurazioni in una situazione in cui non era ancora definita e accertata la reale responsabilità politica”. Ed inoltre: “Del Turco rappresentava i due principali partiti italiani in maniera trasversale e gli abruzzesi lo sanno”.

PARTITO DEMOCRATICO - Differente lo stato d’animo del Pd. Per Dario FranceschiniDi Pietro grida in piazza tutti i giorni contro Berlusconi e poi si trasforma con le sue scelte in un suo alleato”. Il vice di Veltroni afferma: “Di fronte alla possibilità concreta di costruire una larga coalizione in grado di battere la destra, risponde di no, rinunciando a vincere solo per guadagnare qualche punto percentuale per il suo partito, con la candidatura di bandiera di un proprio esponente”. E sembra scaricare sull’ex pm le responsabilità di una eventuale sconfitta. “Il Partito democratico abruzzese ha dato da tempo la propria disponibilità a concorrere a candidature di alto profilo, utili a costruire una coalizione ampia in grado di vincere, anche rinunciando ad esprimerne come partito. Di Pietro ci risponde: o il mio candidato o niente. Un calcolo tutto di convenienza nazionale per il proprio partito, che nulla ha a che fare con i problemi o con la gente dell'Abruzzo. Non c'e' che dire: un bel regalo a Berlusconi”. Sulla stessa linea le dichiarazioni dell’ex Ministro Giuseppe Fioroni: “Di Pietro deve dire con chiarezza cosa ha in testa: deve spiegare se vuole privilegiare gli interessi di parte o se ha a cuore l'interesse generale”.

ITALIA DEI VALORI/2 - La replica Di Pietro agli alleati, ai quali attribuisce “problemi di credibilità”, non si fa attendere e pone la questione su un altro piano. Per Tonino il Pd starebbe mettendo le mani avanti. Ed intanto entra in gioco l’Udc (“la signora dai facili costumi”): “Il Pd continui pure a tergiversare, se vuole, ma non scarichi su di noi le responsabilità della sconfitta, dato che sono loro a tirarsi indietro. Ed e' inutile che continuino a tirare per la giacchetta l'Udc che, in fin dei conti, li sta utilizzando solo per ottenere qualcosa di più dal centrodestra, dove alla fine andrà, perchè li' pensa di vincere

LA DESTRA - Il Pd tira per la giacchetta l’Udc? Per Francesco Storace la risposta sta nella rottura con la sinistra radicale: “Di Pietro tira botte da orbi sul Partito democratico che, a sua volta, insegue l’Udc dopo aver distrutto ogni possibilità di alleanza con la sinistra radicale alle ultime politiche”. La Destra di Storace, per il quale “ci sono ancora uomini indisponibili a barattere la dignità con il potere”, presenta Teodoro Buontempo come candidato alla Presidenza, un’alternativa tra una sinistra “incapace e distrutta nella sua credibilità morale è insopportabile” e un centrodestra “inebriato da una incredibile sindrome da autosufficienza”.

RIFONDAZIONE COMUNISTA - Rifondazione Comunista invita l'Idv “al confronto necessario per condividere scelte tra possibili alleati ed il Pd ad evitare polemiche” e per bocca del segretario regionale Marco Gelmini parla della possibilità di presentare un “nuovo centrosinistra” da ricostruire evitando “goffi tentativi di allargamento a destra”. Per Gelmini sarebbe necessario l’ “incontro di tutte le forze del centrosinistra, Idv compresa, per verificare la possibilità di dare vita ad una coalizione fortemente rinnovata”, l’”unica possibilità di battere il centrodestra promotore del sistema di commistione tra affari e politica in Abruzzo”.

2 commenti:

Rigitans' ha detto...

la mossa dell italia dei valori non è stata proprio delle piu corrette, ma visto il casino in abruzzo non condanno piu d tanto.

il pd è tentato di afre un test di alleanza con udc e socialisti per sperimentare quello che un giorno potrebbero fare a livello nazionale.

a quel punto di pietro troverà sponda con gli altri partiti della sinistra e alcune liste civiche credo.

EPPURE BASTEREBBE CHE IL PD NON CANDIDASSE PERSONAGGI DUBBI SULLA PROPRIA MORALITA'.

Osservatore politico ha detto...

L'Udc lo vedo troppo vicino al Pdl, d'altronde governano insieme quasi dovunque governi il centrodestra (regioni, province e comuni).
I Socialisti sono piccoli numericamente.
Con la Sinistra è stato operato uno strappo troppo netto a livello nazionale.
L'unica strada percorribile per ora resta l'Italia dei Valori. Di Pietro lo sa bene e impugna il coltello dalla parte del manico. Se si rompesse l'alleanza il Pd sarebbe fritto peggio di quanto non lo sia ora. Il successo di Berlusconi alle Politiche gli ha tagliato le gambe. Chi si aspettava un +9 punti? L'alleanza Pdl-Lega è molto più forte di quella Pd-Idv... ed è difficile riprendersi...