domenica 12 ottobre 2008

Haider, "uno che vinceva"

UOMO - Ormai siamo abituati ad osservare nel dibattito politico divergenze su qualsiasi cosa, anche irrilevante, ma quando si parla della scomparsa di un uomo politico, fortunatamente, l’ultima cosa di cui si discute sono le sue ideologie e le sue proposte, e l’attenzione cade sul profilo umano. Il carisma di Joerg Haider, leader del partito di estrema destra Bzöe, Alleanza per il Futuro dell’Austria, e la sua capacità di essere leader sono una costante nelle dichiarazioni dei politici italiani di destra dopo la sua morte. Era uno che aveva carattere, sicuramente. Lo lascia intendere Umberto Bossi: “E’ stato capace di cadere e rialzarsi, di combattere, di vincere”. Mentre Storace dal suo blog dice: “Di fronte a uomini così, capaci di correre per affermare un’idea, mille volte meglio che quattro quacquaraquà che dalle nostre parti idolatrano il capo sperando di essere degni di trovare un posto a corte”. E aggiunge: ”Era uno che vinceva. E quando si è capaci magari si finisce con il dare fastidio a tanta gente”. Uno fuori dal coro, insomma. Il capogruppo al Senato della Lega Nord, Federico Bricolo, dice di lui: “Ha dimostrato che quando si è convinti delle proprie idee e in nome di esse si porta avanti una battaglia con coraggio senza indietreggiare di fronte agli attacchi di tutti, alla fine si è premiati dal popolo e dal territorio e si ottiene successo”. Il senatore friulano del Carroccio Mario Pittoni lo definisce “un vero leader capace anche di scelte”, mentre per il deputato milanese Claudio D’Amico siamo di fronte alla “scomparsa di un politico europeo di grande spessore che, nel bene o nel male, si è comunque sempre battuto per il bene del suo popolo”.


POLITICO - Il presidente austriaco Heinz Fischer definisce Haider “un politico di grande talento”. Il leader della Fiamma Tricolore, Luca Romagnoli, ne sottolinea i meriti: “Pur rimarcando la nostra maggiore vicinanza al partito partito della Libertà (Fpö) di Hein Cristian Strache non possiamo non ricordare il ruolo che Haider ha avuto nel costruire una forte Destra identitaria in Austria come in Europa”. Ed, inoltre: “Il leader del Bzöe ha rappresentato per decenni la Destra in Austria, contribuendo nelle ultime elezioni a portarla a storici successi in termini di consenso e di rilevanza poltica, con profonde ripercussioni in Europa”. Il deputato leghista Paolo Grimoldi dice che “la battaglia per difendere l'identità europea ha perso uno dei principali protagonisti”. Sempre sul fronte del Carroccio, per il senatore Giovanni Torri viene a mancare “un amico del popolo della Padania, un illuminato politico che ha saputo dare un senso alla identità dei popoli”; sulla stessa lunghezza d’onda le dichiarazioni del senatore Piergiorgio Stiffoni, che definisce Haider "l'amico dei popoli, colui che ha saputo dare la giusta direzione ai suoi concittadini con la propria cultura, le proprie tradizioni i propri valori”. Come al solito sono forti, invece, le espressioni dell’eurodeputato Mario Borgherzio, che dice di Haider: “Un grande europeo, uno strenuo difensore dell’Europa dei popoli dalle mire centraliste di Bruxelles, un grande risvegliatore di popoli, come Bossi, un sincero amico della Padania, ingiustamente calunniato dai servi sciocchi del politicamente corretto e dell’antirazzismo ipocrita”.

AVVERSARIO – Anche dagli avversari non mancano gli apprezzamenti. Il capogruppo del Partito Democratico nel consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Gianfranco Moretton dice di Haider: “Al di là delle idee che sicuramente ci differenziavano, Haider si è sempre dimostrato un interlocutore capace di dialogare con tutte le forze politiche della Regione Friuli Venezia Giulia. Ci ha dimostrato che ciò che doveva prevalere su tutto era l’interesse ed il potenziamento dei rapporti socio-culturali ed economici”.

Nessun commento: