giovedì 16 ottobre 2008

Cosa pensano Berlusconi e Tremonti di Nicola Cosentino?

DOMANDA - Cosa pensano Silvio Berlusconi, il Presidente del Consiglio nonché leader del Popolo della Libertà, e il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, anch’egli targato Pdl, del loro collega, compagno di banco e di partito, Nicola Cosentino, cordinatore regionale campano del Pdl e Sottosegretario al Ministero dell’Economia?

VELTRONI - L’unico ad esporsi finora è stato Walter Veltroni, che ha affermato: “Nicola Casentino è meglio che si dimetta”. “C'è un sottosegretario di questo governo che è stato chiamato in causa per la quinta volta da cinque pentiti differenti e non ha sentito il bisogno di dare alcun chiarimento “ ha tuonato il Segretario del Partito Democratico. E ha aggiunto: “Credo che la sua presenza in una postazione così delicata sia imbarazzante per tutto lo schieramento di maggioranza, sarebbe opportuno che facesse un passo indietro”.

L’ESPRESSO – Veltroni si riferisce all’inchiesta del settimanale L’Espresso. Secondo il giornale Casentino sarebbe stato chiamato in causa per presunti legami col clan dei Casalesi ben cinque volte, dal 1996 ad oggi, per bocca di cinque pentiti diversi. Il primo a fare il nome del Sottosegretario sarebbe stato il pluriomicida Dario De Simone, che lo avrebbe definito “un uomo a disposizione per qualunque cosa noi gli avessimo potuto domandare. Se gli avessimo chiesto un certo tipo di lavoro pubblico, non esisteva che potesse rifiutarsi”. Successivamente, scrive L’Espresso, avrebbe parlato di lui Domenico Frascogna, che lo avrebbe definito “postino insospettabile dei messaggi del capo dei capi, Francesco 'Sandokan' Schiavone”. Carmine Schiavone, cugino di Sandokan, invece, parla di Cosentino come il “candidato della famiglia nelle elezioni comunali e provinciali”. Nel febbraio 2008, si legge inoltre nell’articolo firmato da Emiliano Fittipaldi e Gianluca Di Feo, Michele Froncillo lo avrebbe definito come il “contatto per vincere le gare pubbliche”. Gaetano Vassallo, “l'imprenditore di camorra che per un ventennio ha inondato la Campania di scorie tossiche”, di Casentino mette in risalto il “ruolo negli appalti per consorzi rifiuti e termovalorizzatori”. Dario De Simone, inoltre, parla di incontri con l’attuale Sottosegretario avvenuti quando era ancora latitante a casa di uno zio della moglie di Cosentino, posto in cui si nascondeva. Cosentino avrebbe chiesto un appoggio per la campagna elettorale per le Regionali dell’aprile ’95, durante la quale, poi, afferma De Simone, ricevette l’appoggio di tutto il clan. Cosentino riuscì ad essere eletto come Consigliere regionale.

REAZIONI PDL - Per ora nel Pdl le uniche voci che si sono sollevate sono state quelle del portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone e del coordinatore nazionale di Forza Italia Denis Verdini. L'ex radicale ha affermato: “Capisco che Veltroni sia in una drammatica difficoltà politica, e ora, non sapendo che altro fare, cerchi di fare un po' di frettolosa propaganda anti-camorra e anti-mafia, tentando così di cambiare tema alla manifestazione del 25 ottobre”. Capezzone accusa il Segretario Pd di giustizialismo: “Questa non è lotta per la legalità. Questo è il solito tentativo di aggredire gli avversari politici attraverso le insinuazioni e gli attacchi alla loro immagine. Chi sperava che il Pd non riproponesse i soliti vizi antigarantisti, purtroppo si sbagliava”. Sulla stessa linea le dichiarazioni di Verdini: "Purtroppo ben conosciamo i metodi delle inchieste giornalistiche condotte dall'Espresso e la gogna mediatica che il settimanale innalza nei confronti dell'obiettivo di turno, anche sostituendosi, come nel caso del sottosegretario Cosentino, alla magistratura. Quel che sorprende sempre più è il costante, inesorabile scivolamento dell'onorevole Veltroni verso la linea forcaiola e giustizialista di Antonio Di Pietro".

Capezzone... Verdini... aspettando Tremonti... aspettando Berlusconi...

1 commento:

Pokerroom ha detto...

It is well told.