martedì 30 settembre 2008

La crepa, flusso di consenso dal Pd all'Idv

Al popolo del centrosinistra il muro contro muro piace, e come! I più duri oppositori del centrodestra e della politica berlusconiana hanno sempre ottenuto ottimi risultati in termini numerici dalle esternazioni aspre e dalle dure critiche rivolte agli avversari politici. Fino a pochi mesi fa questo ruolo toccava alle forze della cosiddetta sinistra radicale (Prc, Comunisti Italiani, Verdi), mai favorevoli ad eventuali aperture al dialogo con la destra, oggi all’Italia dei Valori Di Tonino Di Pietro. I sondaggi ci parlano di un consenso per il partito dell’ex pm, quasi raddoppiato rispetto al voto di aprile (tre punti in più circa), mentre naviga al di sotto del 30% quello di uno spaesato e poco brillante Partito Democratico (meno cinque punti). Pensare ad un flusso di consenso dal Pd all’Italia dei Valori è inevitabile. Come può Veltroni arginare la sorprendente e interessante avanzata del partito dipietrista che riesce ad erodere consensi al fratello maggiore Pd? Probabilmente l’unico modo per riuscirci è quello di decidere di stare all’opposizione per i prossimi decenni, scaricando dal proprio carrozzone l’armata dell’Italia dei Valori, che in una eventuale corsa solitaria alle Politiche vedrebbe inevitabilmente ridotto al lumicino tutto il suo appeal elettorale. L’Idv verrebbe messa all’angolo (anche in vista di nuovi sbarramenti per le Europee), ma anche il Pd non sarebbe messo molto meglio. L’operazione costerebbe moltissimo al Pd perché aumenterebbe ancor di più il divario col Popolo della Libertà e le speranze di una rimonta al centrodestra in vista delle prossime tornate elettorali diverrebbero davvero esigue. L’Italia dei Valori subirebbe in un certo senso la stessa sorte della Sinistra Arcobaleno, calata in soli due anni dall’oltre 12% delle elezioni Politiche 2006 al 3,2% (Camera dei Deputati) del 2008, che, una volta lasciata da sola, ha visto un patrimonio immenso di consensi riversarsi nell’unico soggetto della sinistra in grado di competere per la vittoria. Senza dubbio le battaglie condotte dall’Idv, ultimamente anche molto vicino al popolo del V-Day (Beppe Grillo), in tema di legalità, democrazia, giustizia (giusta), diritto all’informazione (libera), hanno sempre riscosso l’interesse vivo e appassionato degli elettori di tutta l’ex Unione, ma l’ultima tornata elettorale nazionale ha dimostrato che il voto utile c’è e penalizza molto i partiti più piccoli (numericamente) che decidono o sono costretti a correre da soli.

lunedì 29 settembre 2008

Dedicato a don Nozza (articolo per un solo lettore)

A parte la vicenda Alitalia, nel dibattito politico della scorsa settimana ha tenuto banco (sì, ma non molto) un articolo dell’Osservatore Romano, a firma di don Vittorio Nozza, direttore nazionale della Caritas, fortemente critico nei confronti delle politiche dell’immigrazione europee e italiane, poco rispettose del valore della vita umana e ricche di “barriere, ostacoli e restrizioni”. L’articolo è un duro affondo. Tra l’altro, ad esempio, si legge: “Le solidarietà si accorciano sempre più, mentre si moltiplicano affermazioni, intenzioni e decisioni che incrementano l'orientamento ad attuare una sorta di principio di indesiderabilità per chi bussa alla porta e di riconduzione generalizzata dell'immigrazione alla questione sicurezza”. Corriere e Repubblica in versione web ne hanno messo in particolare risalto una delle riflessioni finali: “Esistono più voci, nell'informazione, nella cultura, nelle forze politiche, che spingono a forme più o meno raffinate, di diffidenza, intolleranza, contrasto, violenza”.

IL WINDSURF - I politici italiani, campioni mondiali di windsurf, i migliori in assoluto nel cavalcare le onde, non si sono lasciati scappare questa occasione: il Partito Democratico per bocca di Marco Minniti ha fatto sapere: “Questa volta il governo dimostri sensibilità e capacità di ascolto dopo l’autorevole monito dell’Osservatore romano“. Sulla stessa lunghezza d’onda (per restare in tema di windsurf) il senatore Giorgio Tonini:“Dalla Chiesa giungono segnali importanti: dopo il pronunciamento della Cei sui diritti umani calpestati, ora arrivano critiche di merito alle politiche del governo sul terreno dell'immigrazione. Sono preoccupazioni che condividiamo e di cui governo e maggioranza devono tener conto“. Da sinistra il Segretario rifondarolo Ferrero: “Non posso che riconoscermi integralmente nelle parole e nel severo monito lanciato da don Nozza e dal Vaticano stesso” (frase da leggere due volte). Ovviamente l’autorevolezza della Chiesa sembra essere quella dei tempi del no del Papa all’intervento militare in Iraq, non quella della Chiesa contraria all’estensione dei diritti alle coppie di conviventi o del no alla fecondazione assistita. Anche oggi due pesi e due misure. Scrive Nozza “In questo primo segmento del terzo millennio c'è sempre meno memoria e scarsa speranza. La vita è sempre più «usa e getta», più che curata e vissuta. Con i deboli e i poveri costretti a pagare due volte”. Ma forse è pure l’auterovelezza della Chiesa ad essere «usa e getta», o no?

DAL CENTRO E DAL CENTRODESTRA – Non poteva mancare la reazione puntuale (da orologio svizzero) dei fidi Democratici Cristiani di Centro (per chi non avesse capito parlo dell’Udc). Il Segretario Cesa dichiara: “Condividiamo a pieno le parole dell'Osservatore Romano che rappresentano una spia di preoccupazioni diffuse in tutto il Paese. La paura, l'intolleranza e la tendenza ad usare pesi e misure diversi a seconda delle convenienze politiche, indicano l'inadeguatezza dell'azione di Governo su uno dei punti piu' qualificanti”. Le dichiarazioni di Lupi del Popolo della Libertà, invece, (“Ci colpiscono particolarmente le parole con cui don Vittorio Nozza della Caritas italiana attacca dalle pagine dell'Osservatore Romano la politica del governo su sicurezza e immigrazione”) valgono tanto quanto un no comment all’articolo. In fondo, perché buttarsi in questo pantano?

DAL PARTICOLARE AL GENERALE – Il problema dell’immigrazione e della criminalizzazione dell’immigrazione clandestina è solo uno dei tanti trampolini dai quali si può giungere ad una riflessione di più ampio respiro sulla politica. Per l’Osservatore Romano la politica è la ”ricerca del bene comune“e deve riaffermare il “primato della persona umana”. Scrive Nozza: “La politica è creazione di opinioni non tenute al guinzaglio dell'opinione corrente; è capacità e coraggio di influire sul giudizio politico dei cittadini; è azione capace di operare affinché si determinino cambiamenti nell'opinione pubblica imperante”. Caro don Nozza, qui va di moda il contrario: è come nel caso Alitalia, non è importante se il problema sia stato risolto o meno, ma da chi sia stato risolto. Dal governo? Da Veltroni? Boooh! Le forze politiche a volte non hanno alcun interesse a far sì che la gente guardi nella giusta dimensione le cose. Può essere conveniente (per loro) enfatizzare sentimenti particolari, sollevare allarmi, ingigantire problemi. Diciamoci la verità, la Lega ci ha giocato parecchio (ed ha avuto successo) sull’immigrazione clandestina nell’ultima campagna elettorale. L’equazione “immigrazione uguale insicurezza uguale criminalità uguale paura uguale…” ha avuto un effetto positivo in termini di consenso per il Carroccio? Mi sa di sì, ma non mi sbilancio: diciamo che questo è solo il mio parere personale.

lunedì 15 settembre 2008

Sondaggi: quando Euromedia fece centro

Elezioni politiche 2006, L'Unione di centrosinistra guidata da Romano Prodi e la Casa delle Libertà di Berlusconi sono in corsa per ottenere la guida del Paese. Nell'ultimo giorno disponibile per la pubblicazione di sondaggi politico-elettorali, viene pubblicata una rilevazione di Euromedia, quasi assente per tutta la campagna elettorale dalla sfida dei sondaggi, su commissione del Movimento Politico Forza Italia. Alla chiusura delle urne questa previsione si rivelò quasi perfetta. I dati di Euromedia prendevano in considerazione tre ipotesi: affluenza degli elettori in cabina compresa tra il 74 e il 78%, affluenza tra il 78 e l'82% e, infine, affluenza oltre l'82%. Andando a confrontare i dati di questa terza ipotesi (l'affluenza fu altissima, 83,6% degli aventi diritto) con i dati reali, il successo dell'istituto Euromedia appare palese. Considerando le principali 11 forze politiche in campo (e dico undici!) gli scarti tra previsione e risultato furono mai superiori al punto percentuale: solo nel caso de L'Ulivo ci fu una differenza del genere (30,1% previsto dall'autore del sondaggio contro il 31,1% fuoriuscito dalle urne). Euromedia fu l'unico a prevedere il boom di Forza Italia, salita al 23,7% dopo il misero 21% delle Europee 2004.

venerdì 12 settembre 2008

Centrosinistra a picco nei sondaggi. Vola il Pdl

I numeri parlano chiaro: il centrodestra e in primis il Popolo della Libertà guidato da Silvio Berlusconi schiacciano il piede sull'acceleratore. Il Partito Democratico è in affanno e arranca. Parola dei sondaggi

IL BOOM DEL CENTRODESTRA - Secondo i tre sondaggi pubblicati finora nel mese di settembre, i primi dopo la pausa estiva, riguardanti le intenzioni di voto degli elettori italiani, realizzati da Crespi Ricerche, Dinamiche srl ed Euromedia Research, se si andasse al voto oggi il centrodestra berlusconiano otterrebbe oltre il 50% dei consensi (51-52%).
Stando a queste rilevazioni il Popolo della Libertà sarebbe cresciuto di quasi 4 punti percentuali rispetto al voto di aprile stabilizzandosi oltre il 41%. La Lega Nord viene stimata al 9% (dato molto stabile in tutti i tre sondaggi), quasi un punto in più rispetto all'8,3% delle ultime Elezioni Politiche, mentre il Movimento per l'Autonomia guidato da Raffaele Lombardo oscillerebbe tra il punto e il punto e mezzo percentuale mantenendosi pressocchè stabile rispetto all'1,1% di aprile.
Il recupero di Pdl, Lega Nord ed Mpa sarebbe quasi del tutto maturato nei mesi immediatamente successivi il voto. Nelle rilevazioni di giugno e luglio i consensi del centrodestra avevano già superato il 50% (50,5%).

IL CROLLO DEL CENTROSINISTRA - Parallelamente alla crescita della coalizione berlusconiana, calano i consensi per il centrosinistra, che fatica a mettere su un opposizione solida e decisa, ma soprattutto direi efficace, al governo Berlusconi IV. Rispetto al voto di aprile i consensi del duo Partito Democratico-Italia dei Valori, secondo le rilevazioni di Crespi Ricerche, Dinamiche srl ed Euromedia Research, sarebbero calati di circa 2,5 punti percentuali (di 0,5 punti rispetto ai sondaggi di giugno e luglio), scendendo al 35-35,5%. Il partito di Veltroni avrebbe subito un calo di circa 5 punti rispetto alle Politiche, scendendo ad un misero 28-28,5% di consensi. In crescita di 2,5 punti, invece, l'Idv di Di Pietro, che nei sondaggi si assesta intorno al 7%.
Il divario tra le due principali coalizioni sarebbe passato quindi dai 9,2 punti del 14 aprile ai 14,7 di luglio, per poi raggiungere oggi i 16,3 punti.

GLI ALTRI
- L'Unione di Centro di Pierferdinando Casini perderebbe oggi quasi un punto attestandosi al 4,8%, 0,8 punti in meno rispetto al voto di aprile.
La Sinistra Arcobaleno, invece, così come i partiti del centrodestra e l'Italia dei Valori, aumenterebbe i propri consensi. Dal misero 3,2% di aprile avrebbe raggiunto oggi il 4,4%.
Il Partito Socialista è fermo all'1% (stesso risultato di aprile).
La Destra di Francesco Storace scende all'1,8% (2,4% alle Politiche).