domenica 4 maggio 2008

Un clima nuovo?

I numeri in Parlamento della neo-eletta maggioranza berlusconiana Popolo della Libertà-Lega Nord-Mpa descrivono una situazione in cui in tutta la legislatura il centrodestra avrà salde in mano le redini del governo del Paese. Solamente una crisi con gli alleati del Carroccio sul fronte del federalismo, chiesto finora a gran voce, può minare alla stabilità dell'esecutivo: sembra che sia quello l'unico pericolo che possa mettere in dubbio la durata quinquennale della legislatura. Anche la vittoria di Gianni Alemanno nella corsa a sindaco di Roma ha dato man forte alla ex Casa delle Libertà: ha reso più netta la vittoria politica di due settimane prima, ha dato ragione alla svolta dell'ingresso di An nel Pdl e nel Partito Popolare Europeo voluta da Fini e, soprattutto, ha spianato la strada a Berlusconi nella definizione della squadra di governo. Raggiunto un accordo di massima con la Lega Nord, la sconfitta di Alemanno avrebbe posto il problema della sistemazione dell'ex Ministro dell'Ambiente e della rappresentanza di Alleanza Nazionale nel nuovo esecutivo.
I discorsi di insediamento alle Camere di Gianfranco Fini e Renato Schifani sono stati apprezzati anche dall'opposizione, i due nuovi Presidenti delle Camere si sono augurati un clima di collaborazione che vada oltre lo schema bipolare. Il corso degli eventi ci dirà se gli auspici avranno un seguito felice: ci diranno, cioè, se rivivremo i tempi dell'approvazione della modifica del titolo V della Costituzione ai tempi del centrosinistra e della approvazione della Devolution ai tempi del centrodestra, quando, cioè, le riforme istituzionali venivano fatte a colpi di maggioranza, o se ci sarà una reale volontà da parte di tutte le forze politiche (in particolare Partito Democratico e Pdl) di raggiungere un'intesa su punti sui quali accordarsi sarebbe un bene per tutto il Paese.
La legge elettorale, ad esempio. Fino a due mesi prima del voto definita da tutti inadatta a garantire stabilità e governabilità, grazie ad un successo netto del centrodestra è riuscita a garantire una maggioranza solida in entrambi i rami del Parlamento, ma ciò non basta a rimarginare i dubbi sulla sua reale efficacia. Se non dovesse essere modificata, e dovesse essere bocciato il referendum, ci sono molte più probabilità che in futuro ci consegni maggioranze risicate, come nel caso della vittoria dell'Unione del 2006, anzicchè ampie. Berlusconi impegnato nel trovare un accordo col leader del Pd Veltroni, ad inizio anno decise di interrompere le trattative in prossimità della caduta del governo Prodi e di affontare una tornata elettorale col sistema oggi in vigore. Le urne gli hanno dato ragione, è riuscito a sventare il pericolo di ritrovarsi in Parlamento una maggioranza minima ottenendo numeri sufficientemente ampi per governare. Negare però la necessità della riforma di una legge definita dal suo stesso autore (Calderoli) una porcata, o approvare piccole modifiche al solo scopo di scongiurare il referendum, potrebbe riflettersi negativamente sull'immagine e sulla credibilità del Presidente del Consiglio e del suo governo.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

osservatore politico...ma davvero kredi ke zio Umberto possa far saltare tutto??
il mio caro leghista ha dichiarato esplicitamente la sua fedeltà alla coalizione. pur di non ridare l'Italia al "governo ombra"...troveranno di sikuro un accordo....stanne certo!

aurora stellare ha detto...

sn aurora stellare kmq....

Osservatore politico ha detto...

Aurora, non ho scritto che la Lega farà saltare tutto, ma il fronte leghista è l'unico che può dare problemi alla maggioranza berlusconiana.

aurora stellare ha detto...

non preokkuparti....il governo berlusca durerà!