giovedì 1 maggio 2008

Nessuno spostamento dalla Sinistra alla Lega Nord

I dati delle singole circoscrizioni settentrionali descrivono una situazione in cui il successo della Lega è stato quasi totalmente caratterizzato da un afflusso di consensi dagli alleati del Pdl

A più di due settimane dal voto rivediamo nel dettaglio i risultati elettorali della Sinistra Arcobaleno e della Lega Nord, protagonisti di consistenti spostamenti del consenso elettorale, in negativo per i primi, in positivo per i secondi. Come già abbiamo affermato nell'analisi del risultato elettorale a 24 ore dalla chiusura dei seggi, non vi è stato, come sostenuto da più voci, un flusso di voti partito dalla Sinistra Arcobaleno, il cui calo è stato molto omogeneo su tutto il territorio nazionale, e giunto direttamente al partito guidato da Umberto Bossi, sostanzialmente presente solo nelle regioni settentrionali.
La nuova formazione, che univa tutte le forze della sinistra radicale (Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Verdi e Sinistra Democratica), ha subito flessioni leggermente superiori al centro e al sud, dove i suoi consensi (confrontati con quelli delle Politiche 2006, senza considerare però la Sinistra Democratica, corrente dei Democratici di Sinistra allora non ancora nata che ha successivamente aderito all'Arcobaleno) sono calati da un minimo del 65% circa nella circoscrizione Sicilia 2 ad un massimo del 76% nella circoscrizione Molise. Al nord i cali registrati sono piuttosto simili a quelli del resto del Paese, ma leggermente inferiori. Oscillano da un minimo del 61% circa in meno rispetto a due anni fa nel Trentino Alto Adige ad un massimo di meno 72% nella circoscrizione Piemonte 2. E' già questo un primo elemento di divergenza dei dati ufficiali con la tesi di un possibile spostamento di voti direttamente dalla Sinistra Arcobaleno alla Lega Nord.
La Lega ha visto il suo elettorato aumentare sensibilmente, fino a quasi raddoppiarsi nel dato nazionale, passando dal 4,6 all'8,3% alla Camera dei Deputati. Senza considerare il piccolo collegio uninominale della Valle d'Aosta, dove la Lega ha aumentato i propri consensi del 56% circa, il partito federalista ha visto crescere i propri voti dal 72% della circoscrizione Lombardia 2 al 145% di Veneto 2. Sensibili i boom in Veneto 1 (+143,6%), Trentino Alto Adige (+110,3%), Lombardia 1 (+107,7%) e Piemonte 1 (+102,2%). I maggiori flop dell'Arcobaleno nelle regioni settentrionali (Piemonte 2, Lombardia 3 ed Emilia Romagna), però, non hanno corrisposto ai maggiori exploit della Lega, non si nota nessuna particolare relazione.
Una relazione, invece, ben visibile, è quella esistente tra il successo della Lega nelle circoscrizioni settentrionali e i passi indietro compiuti da quelle parti dal Popolo della Libertà rispetto ai numeri ottenuti da Forza Italia e Alleanza Nazionale nel 2006. In ben quattro delle cinque circoscrizioni in cui il partito di Bossi ha più che raddoppiato i suoi consensi rispetto a due anni fa il Popolo della Libertà ha subito cali rilevanti: mentre è rimasto quasi invariato il consenso del Pdl in Piemonte 1, infatti, è calato del 7% in Lombardia 1, del 10,6% in Friuli Venezia Giulia, del 15,5% in Trentino Alto Adige, del 20,4% in Veneto 2 e addirittura del 25,6% in Veneto 1. In Lombardia 2 gli 11,7 punti percentuali in più ottenuti dalla Lega sono esattamente gli stessi persi dal Pdl rispetto alla somma Fi-An di due anni fa. Al nord il partito di Fini e Berlusconi ha praticamente retto solo nella circoscrizione Piemonte 1, in Liguria e nella piccola Valle d'Aosta.
Il segno meno che caratterizza il confronto 2006-2008 del Pdl con i suoi "antenati" Forza Italia e Alleanza Nazionale palesa l'effetto domino che abbiamo descritto all'indomani del voto.

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