mercoledì 14 maggio 2008

Meno male che Tonino c'è

I nostalgici della vecchia opposizione antiberlusconiana stamattina hanno tirato un respiro di sollievo, non ne potevano più di aperture al dialogo e toni pacati. Le parole di Antonio Di Pietro nella dichiarazione di voto dell'Italia dei Valori sono state per loro la certezza del pericolo scampato: ritrovarsi un Parlamento avaro di riferimenti alle leggi ad personam, al conflitto di interessi e alla anomalia italiana dell'informazione sarebbe stato un colpo molto duro.
Tra i più felici sicuramente i ragazzi del V-Day di Beppe Grillo (Di Pietro, tra l'altro è stato l'unico leader politico a firmare in piazza i tre referendum proposti dal comico genovese), gli appassionati del giornalismo di inchiesta di Marco Travaglio (che ha dichiarato alla vigilia del voto di votare Italia dei Valori), di Peter Gomez, di Lirio Abbate, e così via, e magari anche la sinistra radicale adesso fuori dal Parlamento, da sempre contraria ad aperture al dialogo con "le destre".
L'ex pm dai banchi di Montecitorio recita: "Berlusconi vuole un'opposizione morbida, quasi di governo. Noi dell'Italia dei valori non la faremo, né crediamo che la faranno gli amici del Pd. Sappia che da oggi esiste ed esisterà un'opposizione forte, senza compromessi". Rivolgendosi al presidente del Consiglio, poi, l'affondo finale è assai duro: "Lei vuole una giustizia forte con i deboli e debole con i forti. Lei descrive un paese dei balocchi per cercare di imbavagliare l'opposizione. Lei vuole un dialogo ad una voce sola, la sua". Poi conclude affermando: "Noi crediamo che lei si sia messo a fare politica per i suoi interessi personali".
Dai deputati del Partito Democratico non giunge nessun applauso.

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