lunedì 19 maggio 2008

L'equazione sbagliata

Preso atto dell’impossibilità dell’introduzione del reato di immigrazione clandestina, che ha tenuto banco nei primi giorni di vita del nuovo governo, l’attenzione si è spostata quasi del tutto sul popolo Rom, che vive principalmente in baraccopoli ai margini delle grandi città italiane, quindi facilmente rintracciabile e identificabile.
La proposta simbolo di questa politica del pugno duro è la nomina del Prefetto di Milano a commissario straordinario per l’emergenza Rom, proposta poi estesa e bocciata nella Capitale.
Se anche, però, il Ministro dell’Interno con un colpo di bacchetta magica facesse scomparire nel nulla tutti i Rom dal Paese, l’allarme sicurezza non svanirebbe certamente nel nulla. Ci sarebbero ancora gli stupri italiani, i pusher nigeriani, le prostitute dell’Est, i naziskin veronesi, per non parlare poi della mafia cinese, degli omicidi nel casertano, degli estorsori parlemitani, che continuerebbero a svolgere le loro attività. E credo anche che la maggior parte delle violenze subite dalle donne continuerebbe ad essere esercitata tra le mura domestiche, così come credo con la stessa convinzione che questo tipo di violenze continuerebbero a far parlare di sé molto meno di quella esercitata da un immigrato clandestino. Come se valesse il principio: c’è violenza e violenza, quella di serie a e quella di serie b.
C’è una equazione sbagliata che ci ripetono in continuazione nei media dal momento dello spoglio delle schede delle Politiche prima e della formazione del governo poi: insicurezza=immigrazione clandestina. Come tutte le affermazioni ripetute e stra-ripetute a ritmo martellante, anche questa uguaglianza rischia di diventare una verità incontestabile. Troppo facile per i professori di matematica in questione additare tutte le responsabilità della microcriminalità ad una schiera di persone che, seppur rilevante, non può essere ritenuta come la sola responsabile del problema. La tentazione populistica è forte, perché l’equazione rende bene in termini di consenso, tanto che anche la nuova opposizione, arrancando, è costretta ad inseguire la maggioranza sulle sue argomentazioni sul tema. Quando oramai la gente si è convinta di una cosa meglio non contraddirla.

1 commento:

Polìscor ha detto...

Primo: chi avrebbe "preso atto dell'impossibilità dell'introduzione del reato di immigrazione clandestina"? Non mi risulta che la questione sia stata archiviata, anzi.
Il fatto che la sinistra italiana e quella europea si siano schierate contro non significa nulla, se non ciò che era scontato.

Secondo: l'equazione proposta ("insicurezza = immigrazione clandestina") non solo è corretta, ma la sua comprensione è alla base delle dinamiche di cambiamento delle quali l'Italia (e l'Europa) ha disperato bisogno.
Provate a girare l'equazione: "immigrazione clandestina = insicurezza", vedrete che suona "meglio" anche alle orecchie più buoniste e contaminate dal politically correct.

Saluti,
Polìscor