mercoledì 7 maggio 2008

Bye bye Campania

Chiusa la parentesi Mastella-Pecoraro Scanio-Nicolais la Campania attende la consegna della lista dei Ministri nelle mani del Presidente della Repubblica Napolitano per conoscere se e da chi verrà rappresentata. L'ufficializzazione dei nomi potrebbe rivelare una delusione: la quasi assenza di politici della regione alla guida dei Ministeri, con o senza portafoglio. Tra i papabili in corsa per le poltrone di Ministro, infatti, l'unico campano a spuntarla, per ora, dovrebbe essere il forzista Elio Vito, tra l'altro eletto alla Camera nelle liste del Popolo della Libertà in Toscana e non nella sua regione natale, che quasi sicuramente andrà al Ministero per i Rapporti col Parlamento.
La Campania aveva già visto calare il numero dei "propri uomini" nei precedenti cinque anni di governo Berlusconi. I Ministri campani furono allora i soli Renato Ruggiero agli Esteri, dimissionario dopo pochi mesi durante il governo Berlusconi II, e Mario Landolfi alle Comunicazioni e il socialista Stefano Caldoro al Ministero per l'Attuazione del Programma durante il Berlusconi III. Nella breve esperienza del '94 erano presenti, invece, i centristi Clemente Mastella (Lavoro e Previdenza Sociale) e Francesco D'Onofrio (Pubblica Istruzione).
Durante l'esperienza quinquennale ('96-2001) del centrosinistra, guidato prima da Prodi, poi da D'Alema e Amato, erano presenti pattuglie campane più numerose: degli esponenti di governo che si alternarono facevano parte Ortensio Zecchino, Antonio Maccanico, Rosa Russo Jervolino, Antonio Bassolino, l'attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Il periodo migliore però è stato senza dubbio la fine degli anni '80. Sono passati esattamente 20 anni dal giuramento dell'esecutivo formato dal democristiano avellinese Ciriaco De Mita: nel suo governo ben sei Ministri erano campani (Antonio Gava, Paolo Cirino Pomicino, Rosa Russo Jervolino, Antonio Maccanico, Antonio Ruberti e Renato Ruggiero). Da quel momento ad oggi una lenta discesa, fino a giungere al quarto governo Berlusconi.
Eppure è proprio in Campania, regione in cui vivono un decimo degli italiani e, quindi, viene eletto un decimo dei parlamentari, che il partito del Cavaliere sull'onda della devastante emergenza rifiuti, ha raccolto la maggiore affermazione di tutto il territorio nazionale. Il Popolo della Libertà ha ottenuto al Senato addirittura il 48,8% dei consensi, contro il 38,2% della media nazionale.
Forse un solo Ministro (senza portafoglio), tra l'altro quasi per niente impegnato nella politica della regione, eletto nelle ultime quattro tornate elettorali in Sicilia (1996), Umbria (2001), Toscana (2008) e una sola volta nelle liste campane (2006), è un po' poco per un Campania oggi più che mai bisognosa di rappresentanza.

Nessun commento: