venerdì 11 aprile 2008

Sicuro che si vota domenica?

La semplificazione del quadro politico, oggi diviso in cinque principali aree dai lineamenti ben marcati (sinistra, centro, destra, centrosinistra e centrodestra) ha sancito la fine delle macro-coalizioni presenti alle precedenti Elezioni Politiche, comprensive di anime molto diverse tra di loro, Rifondazione Comunista e Udeur, Udc e Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini. Da ciò scaturisce una maggiore coerenza delle forze in campo oggi, adesso più libere da compromessi o veti degli alleati, quindi almeno sulla carta maggiormente capaci di realizzare le promesse annunciate in campagna elettorale.
L'attesa per il risultato del voto, che a tre giorni dalle urne appare incerto (vittoria berlusconiana o pareggio), è decisamente tiepida, perchè è diffusa la consapevolezza che in entrambi i casi si dovrà provvedere ad un governo di larghe intese o ad un'altra soluzione alternativa al governo di una sola parte politica (le previsioni ci inducono a ritenere che anche nel caso di successo del Popolo della Libertà la maggioranza del centrodestra sia minima al Senato ed è da verificare se Pdl e Lega tentino di governare con numeri proibitivi come quelli di cui disponeva il governo Prodi).
Da una parte, quindi, il venir meno di una conflittualità interna ed esterna agli schieramenti, oggi più che mai omogenei, conflittualità che nelle scorse tornate animava aspramente il confronto tra le parti, dall'altra la sfiducia negli elettori di poter determinare una maggioranza netta in entrambi i rami del Parlamento, hanno generato una quasi assenza di quell'enfasi caratteristica degli ultimi giorni di campagna elettorale. Meno scontri frontali tra leader, meno toni duri, meno fribillazioni. Non voglio assolutamente affermare che ciò sia un male, anzi, ma è un dato di fatto, paradossale, direi imprevedibile, che alla vigilia delle elezioni si viva un'atmosfera meno tesa di quella dei dibattiti e delle votazioni sui finanziamenti delle missioni all'estero, sulle finanziarie, sulle liberalizzazioni, in cui l'opposizione ha così tanto lottato nell'ultima legislatura per far cadere il governo Prodi.

1 commento:

faber ha detto...

Sin dal suo annuncio, lo spregiudicato progetto di bipartitismo concordato (recentemente proprio il Cavaliere, intervistato su Sky TG24, ha candidamente ammesso di aver condiviso l’idea proprio con Walter…) ha generato più di un sospetto. Non convinceva l’ipotesi di rendermi complice della nascita di uno scenario americaneggiante nel quale i due ‘partiti contenitore’ potessero conquistare oltre l’80% dei voti, arrivando ad un controllo assoluto del potere politico (e non solo..), saldamente consegnato nelle mani dei due leader e dei pochi fedelissimi sodali. Una vera oligarchia…

http://faber2008.blogspot.com/2008/04/dal-contenitore-al-cassonetto-il-passo.html