martedì 15 aprile 2008

Pdl e Lega stravincono le elezioni: perdono il Pd, i sondaggi e gli exit-poll

Al di là di ogni aspettativa: i sondaggi prima e gli exit-poll poi ci avevano preparato a tutto ma non a un successo così ampio di Silvio Berlusconi e l'alleanza Popolo della Libertà-Lega Nord.

Per dare l'idea dell'effetto che hanno fatto i risultati delle Elezioni Politiche 2008 sugli italiani, soprattutto su quelli che si erano cimentati in previsioni e sondaggi, possiamo fare una paragone calcistico singolare quanto efficace.
L'Inter è la squadra favorita per la vittoria del campionato, la più in forma, quella che ha dimostrato nelle ultime settimane prima della conclusione del torneo per le sue maggiori qualità tecnico-tattiche di avere più chances di tutti di portare a casa il successo. Nell'ultima giornata deve affrontare un avversario sulla carta abbordabile, ma che, tuttavia, nell'ultima parte del torneo, migliorando la condizione fisica, si è dimostrato capace di poter impensierire anche un avversario più forte, quindi di poter compromettere la vittoria finale dei nerazzurri. In ogni caso, i bookmakers prevedono una vittoria della squadra di Milano, viene reputato meno probabile , invece, un pareggio, ipotesi da tenere comunque sott'occhio perchè potrebbe impedire il successo finale dei nerazzurri e condurre ad uno spareggio. Le quote più basse nelle agenzie di scommesse sono l'1 a 0, il 2 a 0, il 2 a 1 a favore dell'Inter, più alti il 3 a 0 e il 4 a 0, tanto quanto l'1 a 1 e il 2 a 2. Davvero difficile che si realizzino gli altri risultati.
Ed ecco la sorpresa: dopo i 90 minuti di gioco l'Inter stravince il campionato surclassando gli avversari per ben 9 reti a 0!
Sono addirittura 9, infatti, i punti percentuali di vantaggio con i quali in questa tornata elettorale la coalizione di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi ha superato il centrosinistra composto da Partito Democratico e Italia dei Valori: un esito imprevisto e sorprendente, soprattutto alla luce del fatto che le osservazioni di tutti i sondaggisti negli ultimi giorni andavano in senso opposto. Da ogni parte veniva segnalato un riavvicinamento sempre maggiore col passare del tempo delle due coalizioni. Gli occhi di tutti gli analisti erano puntati sulla rincorsa di Veltroni, sul divario che man mano si erodeva, e mai veniva seriamente presa in considerazione l'ipotesi di un allargamento del margine Pd-Pdl a ridosso del voto. Anche gli exit-poll hanno aiutato a trarre in inganno gli osservatori: pubblicati alle 15 e per oltre un'ora confermati, indicavano subito dopo la chiusura delle urne, un distacco tra le due parti di soli due punti percentuali. Le forchette di Pd e Pdl si incrociavano: 38-42% per il centrosinistra, 40-44% per il centrodestra.
Dopo due anni e fiumi di polemiche gli exit poll commettono di nuovo un clamoroso errore. Non è servito a nulla un campione ampio di oltre 30.000 intervistati all'uscita dai seggi: oggi i dati ufficiali del Viminale hanno smentito quei numeri, come il 10 aprile 2006, quando palesarono falso il vantaggio di 5 punti dell'Unione di Romano Prodi sulla Casa delle Libertà.

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