martedì 15 aprile 2008

L'effetto domino: analisi del risultato elettorale

I voti ottenuti dai partiti in questa tornata elettorale per essere analizzati devono essere confrontati con altre due serie differenti di dati. I risultati delle Elezioni Politiche del 2006 e le previsioni sondaggistiche pubblicate nel corso della campagna elettorale fino a due settimane prima del voto sono i numeri di cui dobbiamo tener conto per comprendere quali siano stati i flussi elettorali del 13 e 14 aprile.

Considerando i dati delle interviste realizzate dagli istituti di sondaggi fino al 28 marzo, si può affermare che tutte le forze politiche ad eccezione di Sinistra Arcobaleno e Lega Nord hanno pressochè rispettato le previsioni della vigilia, oscillando di poco intorno ai valori attribuitegli nei sondaggi.
Il Pdl era attestato al 39% dei consensi a due settimane dal voto; dalle urne è fuoriuscito un 37,4% alla Camera e un 38,2% al Senato, che significa un calo superiore al punto percentuale.
A ridosso del voto una flessione l'ha subita anche il Pd, che è sceso dal 34% indicato dalla media dei sondaggi dei principali istituti al 33,2% alla Camera e al 33,7% al Senato. Da questo punto di vista, valutando cioè i due principali partiti e non le intere coalizioni, la tendenza al recupero del centrosinistra sul centrodestra è continuata anche negli ultimi giorni di campagne elettorale.
Hanno recuperato consenso dal 29 marzo in poi, invece, i due soggetti coalizzati più piccoli: Italia dei Valori ed Mpa. Il partito Di Pietro è salito dai circa 3 punti e mezzo percentuali che gli attribuivano i sondaggisti al 4,3 e al 4,4% rispettivamente ottenuti alla Camera e al Senato, mentre il movimento guidato dal neo-Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo ha superato la soglia dell'1% guadagnando quasi mezzo punto percentuale.
Sia la lista Di Pietro che l'Mpa, quindi, hanno compensato in parte quanto perso da Pd e Pdl.
L'Unione di Centro di Pier Ferdinando Casini, ha raccolto mezzo punto circa in meno rispetto a quanto previsto, ma ha seguito il trend descritto dai sondaggi: dall'inizio della campagna elettorale il consenso della formazione centrista andava erodendosi, ed era sceso pian piano dai 7 ai 6 punti percentuali. Gli indecisi tendevano ad orientarsi verso Pd e Pdl, e nei media le forze maggiori, maggiormente presenti, incentivavano questo atteggiamento, invitando al voto utile gli elettori. Hanno costantemente ripetuto che un voto ai partiti più piccoli sarebbe stato un sostegno all'ingovernabilità. Il 5,6 e il 5,7% di Camera e Senato valgono molto più di quanto possa apparire, soprattutto alla luce del crollo della sinistra radicale.
Anche La Destra di Storace e Santanchè e il Partito Socialista di Boselli hanno rispettato i pronostici, attestandosi rispettivamente tra il 2 e il 2,5% e intorno all'1%.
Infine le sorprese: Sinistra Arcobaleno e Lega Nord.
La formazione guidata da Fausto Bertinotti subisce una sconfitta storica, inattesa quanto clamorosa, e non riesce ad ottenere nessun parlamentare. Un calo rispetto al 2006 era preventivabile e previsto, le stime attribuivano alla sinistra radicale valori ben al di sotto delle precedenti politiche, si parlava di 6-7 punti percentuali, lontani dai dati di due anni fa, quando la somma dei partiti che oggi si riconoscono nell'Arcobaleno superava il 10% in entrambi i rami del Parlamento. Il 3,1% alla Camera e il 3,2% al Senato vanno al di sotto delle più pessimistiche previsioni, tanto da lasciare sconcertati non solo i diretti interessati.
Situazione invertita per la Lega Nord, protagonista di un successo anch'esso inatteso, almeno alla grande platea, che influirà sicuramente molto sulla formazione dell'esecutivo e sulle scelte politiche del futuro governo Berlusconi. La Lega balza all'8,1% al Senato e all'8,3% alla Camera, esattamente 3 punti percentuali in più di quanto previsto dai sondaggi elettorali.
In uno scenario di quasi totale convergenza con le rilevazioni dei sondaggisti, anzi con la media delle rilevazioni dei sondaggisti,la nota stonata e nello stesso tempo sorprendente sembra essere quel pacchetto di 3 punti percentuali di consenso mancanti alla Sinistra Arcobaleno "confluiti" nel partito di Bossi, Maroni, Calderoli.
Il flop Arcobaleno è stato omogeneo su tutto il territorio elettorale, è quindi da escludere completamente l'ipotesi di un flusso di elettori dalla sinistra radicale direttamente nel partito federalista. Le cause sono da ricercare in fattori più strutturali. Alcune rilevazioni di marzo, tra l'altro, avevano già segnalato una maggiore propensione dei lavoratori dipendenti del settore privato, a differenza dei dipendenti pubblici, ad orientarsi verso il centrodestra berlusconiano. E' da ritenersi marginale, quindi, qualora fosse accertato, uno spostamento di voti del mondo operaio della grande industria del nord direttamente dalla Sinistra alla Lega Nord. Difficile identificare una quantità di voti superiore al milione, in una singola categoria di persone.
Quello che credo si sia verificato è un effetto domino partito dalla sinistra e giunto fino alla Lega Nord. Uno spostamento di 2-3 punti percentuali che si è ripetuto a catena partito per partito percorrendo tutto lo schieramento politico italiano. Forse una campagna elettorale condotta male, sottotono, senza fare breccia nemmeno nell'elettorato da sempre fedele, forse una visione della società diversa da quella reale, forse una visione del rapporto tra impresa e lavoro ferma a qualche decennio fa, oppure una raccolta dell'invito al voto utile, hanno fatto sì che gran parte dei potenziali elettori del simbolo che univa le forze di Rifondazione Comunista, Verdi, Sinistra Democratica e Partito dei Comunisti Italiani si orientasse verso il Partito Democratico di Walter Veltroni. Dal Pd, poi, sarebbero fuoriusciti consensi cattolici perplessi per la presenza radicale e attratti da un Unione di Centro decisamente più vicina rispetto al partito di Veltroni ai valori e alle istanze della Chiesa. L'essere ancorata fortemente a valori cristiani cui fanno riferimento una grande fetta di elettorato ha consentito all'Unione di Centro di evitare lo sfondamento al centro del Pd e di sopperire con l'ingresso di consensi democratico-cristiani di ex margheritini all'uscita di consensi verso il Pdl di Fini e Berlusconi, principali sostenitori (con successo) del voto utile. Infine, l'ultimo anello della catena: la determinazione con cui la Lega Nord ha continuato a portare avanti la sua decennale battaglia per il federalismo, per la maggiore autonomia del nord del Paese, per un contrasto netto all'immigrazione clandestina, e la vicinanza ai temi della sicurezza e della certezza della pena, hanno aiutato a sottrarre al Pdl consensi rilevanti (soprattutto tra l'elettorato di An che ha condotto una campagna all'ombra del leader della coalizione) e di ottenere un numero di voti quasi doppio rispetto a quelli del 2006.

Anche considerando, poi, i risultati delle Elezioni Politiche del 9 e 10 aprile 2006, gettando quindi lo sguardo ancora più indietro, i dati di maggior rilievo restano la defaiance della Sinistra Arcobaleno e il boom della Lega Nord. Confrontando i dati della Camera dei Deputati notiamo che la Sinistra Arcobaleno oggi perde ben 7 punti percentuali rispetto a due anni fa (-70% di consensi), passando dal 10,2 al 3,1%.
Scende anche l'Udc, che cala nei consensi di circa un punto, passando dal 6,8 al 5,7%.
Di circa mezzo punto, invece, è il calo del Partito Socialista, che 24 mesi fa raccolse l'1,6% ed ora si ferma all'1% netto.
Dove sono andati a finire questi olte 8 punti percentuali?
L'alleanza Popolo della Libertà-Lega Nord-Movimento per l'Autonomia ne ha guadagnati 3, salendo dal 43,6 al 46,8% alla Camera dei Deputati. Il dato importante da notare è che questo aumento è tutto frutto dell'incremento della Lega Nord, cresciuta dal 4,6 all'8,1%. Il Popolo della Libertà, contrariamente a quanto si pensa, ha subito una flessione rispetto a 24 mesi fa, scendendo dal 39% (sommatoria di Forza Italia, An e tutti i partiti minori oggi confluiti nel Pdl) fino al 37,4% alla Camera.
Il duo composto da Partito Democratico e Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, di punti rispetto alle scorse politiche, invece, ne ha guadagnati due, aumentando dal 35,6 di due anni fa al 37,6% di oggi. Anche qui la crescita è dovuta all'alleato minore, l'Idv, che ha raccolto il doppio dei voti del 2006, il 4,4% rispetto al precedente 2,3%.
Un punto e mezzo è quanto raccolto in più rispetto a due anni fa dall'area più a destra del quadro politico. La Destra, nuova formazione guidata da Francesco Storace e Daniela Santanchè, fuoriusciti da Alleanza Nazionale, ha ottenuto alla Camera il 2,4% dei consensi, più del triplo di quanto raccolto dalla Fiamma Tricolore alla precedente consultazione politica nazionale (0,7%).
Infine, osservando i risultati di oggi e confrontandoli con quelli passsati, si nota una crescita nell'area della sinistra antagonista rimasta fedele alla falce e martello, abbandonati recentemente da Prc e PdCi nel momento dell'adesione all'Arcobaleno. Sinistra Critica di Turigliatto e il Partito Comunista dei Lavoratori di Marco Ferrando hanno ottenuto rispettivamente lo 0,4 e lo 0,6% dei voti.
Il crollo della sinistra radicale sul quadro politico, quindi, appare ancora più grave se analizziamo le dinamiche dei flussi elettorali in un arco temporale più ampio, andando oltre l'ultima campagna elettorale. In due anni quella fetta di elettorato così ampia, che sarebbe dovuta oggi essere rappresentata dall'Arcobaleno, appare ridimensionata. In minima parte ha deciso di identificarsi nelle nuovo forze estreme della sinistra italiana, la restante parte ha scelto di orientarsi verso il centrosinistra, partecipando a quella sorta di effetto domino di cui ho parlato precedentemente, lo sposatamento verso destra di un consistente e pressochè simile numero di voti da un partito all'altro dalla sinistra fino alla destra, che dà quasi l'impressione (ovviemente falsa) di uno spostamento diretto di consensi dall'Arcobaleno a Lega Nord e Destra.

RISULTATI ELEZIONI POLITICHE 2006 CON GLI ATTUALI SCHIERAMENTI - CAMERA DEI DEPUTATI

Popolo della Libertà + Lega Nord + Mpa 43,6%

(23,7% Forza Italia + 12,3% Alleanza Nazionale + 4,6% Lega Nord-Movimento per l'Autonomia + 0,9% Partito Pensionati + 0,7% Dc-Nuovo Psi + 0,7% Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini + 0,7% metà dei voti dei Popolari Udeur, che abbiamo diviso in due parti uguali tra Pd e Pdl)

Partito Democratico + Italia dei Valori 35,6%
(31,1% L'Ulivo + 2,3% Italia dei Valori + 1,3% metà dei voti della Rosa nel Pugno, che abbiamo diviso in due parti uguali tra Partito Socialista e Pd, essendo una lista che due anni fa univa Sdi, diventati poi Partito Socialista, e Radicali, candidati oggi nelle liste Pd + 0,7% metà dei Popolari Udeur)

La Sinistra L'Arcobaleno 10,2%
(5,8% Partito della Rifondazione Comunista + 2,3% Partito dei Comunisti Italiani + 2,1% Federazione dei Verdi)

Udc 6,8%

Partito Socialista 1,6%
(1,3% Sdi + 0,3% Socialisti di Bobo Craxi)

La Destra 0,7%
(0,7% Fiamma tricolore)

INTENZIONI DI VOTO ALLE ELEZIONI POLITICHE 2008 - MEDIA DEGLI ULTIMI SONDAGGI ELETTORALI (22-28 MARZO) - CAMERA DEI DEPUTATI

Popolo della Libertà 44,6%

Partito Democratico 37,6%
La Sinistra L'Arcobaleno 6,8%
Udc 6,0%
La Destra 2,3%
Partito Socialista 1,2%

RISULTATI ELEZIONI POLITICHE 2008 (CAMERA DEI DEPUTATI)

POPOLO DELLA LIBERTA' 37,4%
LEGA NORD 8,3%
MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA 1,1%
TOTALE PDL + LEGA NORD+ MPA 46,8%

PARTITO DEMOCRATICO 33,2%
ITALIA DEI VALORI 4,4%
TOTALE PD + ITALIA DEI VALORI 37,6%

UNIONE DI CENTRO 5,6%

LA SINISTRA L'ARCOBALENO 3,1%


LA DESTRA - FIAMMA TRICOLORE 2,4%


PARTITO SOCIALISTA 1,0%

TOTALE altri 3,5%

3 commenti:

Angelo ha detto...

Nel computo dei punti guadagnati o persi dagli attuali partiti (coalizioni?) rispetto al 2006, non mi pare corretto però fare che per la destra si considera solo il PdL (sottolineando che ha perso qualcosa), mentre a sinistra si considera il duo Pd+IdV (sottolineando che ha guadagnato "invece" qualcosa).
Consideriamo anche il PdL+Lega, allora: mo' si che i conti tornano. ;-)

Osservatore politico ha detto...

Rispetto al 2006, l'alleanza Pdl-Lega ha guadagnato 3 punti percentuali, il duo Pd.Idv 2.
Nel primo caso il Pdl ha subito una flessione di circa un punto considerando che la sommatoria di Fi, An, Dc-Psi, As Mussolini di due anni fa è maggiore di un punto rispetto al 37 e qualcosa ottenuto oggi dal nuovo partito di Fini e Berlusconi; la Lega invece rispetto a due anni fa ha guadagnato circa 4 punti percentuali.
Per quanto riguarda il centrosinistra il risultato di oggi del Pd è vicino alla sommatoria di due anni fa di Ulivo, Radicali (50% della Rosa nel Pugno), e metà dei consensi Udeur (ipotizzando che quell'elettorato si sia diviso in due parti uguali tra Pd e Pdl); l'Idv invece ha ottenuto due punti in più rispetto al 2006.
I dati conclusivi del post dovrebbero essere chiari al riguardo.

Angelo ha detto...

E' vero. Leggendo il testo nel blog (e non nel reader RSS), compaiono le parti in "bold" che separano meglio le cose.