lunedì 28 aprile 2008

La proprietà associativa

Secondo la proprietà associativa delle addizioni, se al posto di alcuni addendi si sostituisce la loro somma il risultato non cambia.
Si tratta di un enunciato facilmente applicabile oltre che alla matematica anche al panorama politico italiano, di oggi ma di tutta la Seconda Repubblica. Qualunque sia il numero delle forze politiche che compongono la maggioranza parlamentare, la sommatoria del potere di veto che esse esercitano nei confronti della loro stessa coalizione rimane immutata.
Al di là dei programmi elettorali presentati durante la campagna elettorale, degli annunci pre-elettorali, e del quadro politico del momento, ogni Presidente del Consiglio nel momento di prendere una decisione e di indirizzare la sua politica, nel tentativo di trovare una sintesi si troverà sempre di fronte a diktat ed obiezioni dei suoi alleati, sia la coalizione composta da 2, sia composta da 10 partiti.
Nel biennio 2006-2008 il governo Prodi si è visto stretto nella morsa dei veti della sinistra radicale e dei centristi di Udeur e Margherita, i primi causarono la prima crisi di governo nel febbraio 2007 negando la fiducia sulla politica estera, i secondi hanno staccato definitivamente la spina all'esecutivo nel gennaio 2008. Tra il 2001 e il 2006 i governi Berlusconi videro la loro azione condizionata da Udc da un lato e Lega Nord dall'altro, tanto che si giunse alla formazione di due assi (An-Udc e Forza Italia-Lega Nord). Andando ancora più a ritroso nel tempo viene in mente la pugnalata di Bertinotti al primo governo Prodi nell'ottobre 2008, che portò alla fine di quel governo.
Le fibrillazioni di oggi tra Popolo della Libertà e Lega Nord, ma anche all'interno del Pdl, nella composizione del nuovo esecutivo dimostrano che non necessariamente una coalizione più omogenea è esente da quelle divergenze e contrasti interni ad essa, che ora invece di distribuirsi su più parti si concentrano su un solo fronte. L'azzeramento dei vicepremier per impedire al leghista Roberto Calderoli di ricoprire quella carica e la consegna al partito del Nord dell'Interno, delle Politiche Agricole, delle Riforme e di altri incarichi rilevanti di vice-ministro e sottosegretario, tasselli importanti in un governo che sarà composto da soli 12 Ministri, mai così pochi nella storia Repubblicana, dimostrano che l'azionista di maggiornanza del centrodestra (il Pdl) ha dovuto cedere non meno di quanto avrebbe dovuto cedere in una maggioranza composta anche dall'Udc di Casini.
Alle questione poste dalla Lega si aggiungono poi le richieste della Dc per le Autonomie di Giafranco Rotondi e del Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo. La Dc chiede addirittura la Presidenza di una delle Camere, l'Mpa minaccia l'appoggio esterno pur di ricoprire un ruolo nel nuovo esecutivo. E se in queste ore dovesse materializzarsi la sconfitta di Gianni Alemanno nella corsa a Sindaco di Roma, potrebbe sorgere un nuovo nodo da sciogliere per il Presidente per il Consiglio in pectore: l'inserimento nella squadra dell'ex Ministro della Casa delle Libertà. E i malumori potrebbero nascere anche sul fronte di Alleanza Nazionale. Vedremo.

4 commenti:

bralic ha detto...

mi dispiace ma ancora non sono d'accordo. la lega cercava di contare dove lo riteneva importante e di pesare per quello che vale.. in effetti è proprio così. 3 ministri su 12 è più o meno il rapporto dei voti presi se rapportati a quelli della coalizione

Osservatore politico ha detto...

Bralic, se consideri le vicepresidenze importanti che riceverà la Lega, la delega per l'Expo, la presidenza della Lombardia nel dopo Formigoni oltre ai 3 ministeri,scopri che sta ottenendo un bel bottino. Poi considerando solamente i 3 ministri su 12 sono un quarto dell'esecutivo (la Lega ha ottenuto un sesto dei voti della coalizione). Ma credo il punto in fondo non sia questo. La Lega punterà su un federalismo forte, cosi' come ho scritto nei post precedenti, bisognerà vedere cosa accadrà in quel frangente nella maggioranza. Il Pdl si è affermato benissimo al Centro e al Sud dove è cresciuto moltissimo, mentre al Nord ha subito una flessione per il successo della Lega. Non credo non ci siano malumori tra le centinaia di parlamentari del Pdl delle regioni meno sviluppate economicamente. Anche in questo caso... vedremo.

bralic ha detto...

Il Pdl si è affermato benissimo al Centro e al Sud dove è cresciuto moltissimo, mentre al Nord ha subito una flessione per il successo della Lega.


questo è vero, ma perchè essendo apparantate molte persone hanno pensato di dare una spinta alla lega, molti sono elettori PDL per cui se la lega non soddisfa alle prossime elezioni questi voti torneranno tutti a casa. Poi per il resto vediamo, la lega chiede molto è vero, ma anche molto ha contribuito a questa vittoria.
Cmq in effetti rompe troppo le scatole su questo son d'accordo anche io che ho pensato di votarla ed ora sono contento di non averlo fatto

Osservatore politico ha detto...

Si hai ragione, anche io credo che la lega da sola non raggiunga quelle cifre. Il voto utile c'e' stato da ogni parte, ha favorito anche Di Pietro, e credo che molti elettori della Lega ritornerebbero al Pdl.