sabato 5 aprile 2008

Campagna elettorale: la politica risponde a Saviano e Grillo

Chissà quanto hanno influito sulle dichiarazioni di oggi di Veltroni e Berlusconi in Campania gli inviti di Roberto Saviano di alcune settimane fa rivolti ai politici affinchè rompessero il silenzio sui clan e cominciassero a mettere al centro dei loro programmi la legalità e la lotta al crimine organizzato. L'appello lanciato verso metà marzo dalle colonne di Repubblica fece il giro del Paese ed era destinato in particolar modo al leader del Partito Democratico, al quale il giovane scrittore suggeriva di non scendere a compromessi per la semplice paura di perdere, ma di cambiare atteggiamento per poter davvero rappresentare il nuovo, magari con frasi ad effetto, utilizzando nella visita napoletana a pochi giorni dal voto parole capaci di rimanere scolpite nella mente dei mafiosi campani.
La risposta non si è fatta attendere, già durante una visita in Calabria pochi giorni fa Walter Veltroni aveva affermato: "Mafia, 'ndrangheta e camorra facciano quel che vogliono, ma non votino Partito Democratico"; oggi parlando da Trentola Ducenta, da una villa di un boss della camorra trasformata in casa famiglia, rincara la dose: "Siamo una forza di governo che vuole annientare i poteri criminali che succhiano energie a questa terra".
Può sembrare paradossale, ma parole così dirette e dure allo stesso tempo rivolte alla criminalità organizzata da un leader candidato alla Presidenza del Consiglio, a pochi giorni dal voto e quindi in piena campagna elettorale, non si erano mai sentite.
Bene, vuol dire che l'effetto devastante (in senso positivo ovviamente) dell'intuizione dell'autore di Gomorra, trasformatore del linguaggio giudiziaro in splendida narrativa, che ha riesumato la verità custodita nel sarcofago dei tribunali per riportarla sui nostri tavoli, scrivanie e comodini e farcela toccare con mano, continua. Oggi ha prodotto una ventata di aria fresca sulla politica, nel suo piccolo aiutandola a rimuovere un po' di polvere dalla sua faccia.
Mi viene in mente un caso analogo a quello di Saviano, se non erro anche il comico Beppe Grillo partendo dal basso con le sue stoccate è riuscito ad influenzare le scelte dei politici, o almeno alcuni loro atteggiamenti sono decisamente cambiati.
Se dal web non fosse nato il movimento del V-Day, che ha raccolto milioni di giovani in piazza e sollevato numerose problematiche precedentemente quasi del tutto ignorate, avremmo visto tra i vari punti programmatici in tutti i programmi elettorali assumere un ruolo centrale alla riduzione dei costi della politica?
E il Partito Democratico sarebbe stato ugualmente spinto alla non candidatura di politici condannati in primo grado per reati gravi e di numerosi politici presenti oltre le due legislature in Parlamento?
La cosiddetta società civile, nelle sue molteplici vesti, come può essere la veste di uno scrittore-giornalista o di un movimento, solleva problematiche, le pone poi all'attenzione della classe politica senza mai entrare organicamente in essa, riesce ad influenzarne le scelte. In un Paese, dove, contrariamente alla cultura anglosassone, anche i sindacati sono nati dall'iniziativa dei partiti politici, non vi sembra di vivere un segnale di discontinuità vero col passato? La politica raccoglie l'appello dei cittadini. Un segno di forza, non di debolezza. In ogni caso, una novità.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Uòlter può tuonare quanto vuole sulle mafie, salvo essere smentito dalla eterne candidature di Crisafulli e Papania.
Occorre separare il marketing dai fatti.
la prima a sinistra

andrea99boban.splinder.com ha detto...

Non sono d'accordo con Lei: Grillo e Saviano hanno solo suggerito utili parole ai politici, che ringraziano ma che dopo le elezioni torneranno a fare i loro interessi. Gia' ora si vedono candidature inequivocabilmente legate a certi circoli...niente di nuovo quindi.

Osservatore politico ha detto...

E' normale chiedersi se le affermazioni dei politici in campagna elettorale siano demagogiche o meno, e non è detto che le parole di oggi debbano corrispondere ai fatti al momento di governare. Credo, però, ed è questo il punto del post, che se Saviano e Grillo non avessero posto determinati problemi in maniera così forte, sfruttando sicuramente anche la visibilità di cui godono nei media, non sarebbero arrivate nemmeno le parole, le reazioni, le prese di posizione sui temi in questione. Senza grillo e Saviano criminalità organizzata e casta sarebbero stati così centrali in questa campagna elettorale? Avrebbero avuto lo spazio importante che occupano oggi nei vari programmi elettorali?