domenica 6 aprile 2008

Berlusconi come la Dc di due giorni fa: polemiche sulla scheda elettorale

La Dc prima, chiedendo la riammissione del proprio simbolo, Berlusconi poi, sollevando il problema della confusione, hanno polemizzato col Viminale sulla scheda elettorale: le prossime ore ci diranno se la questione sarà risolta con ulteriori retromarce.

Berlusconi solleva l'allarme per la confusione che potrebbe essere generata dalla scheda elettorale che verrà consegnata agli elettori il 13 e 14 aprile. Secondo il Cavaliere, potrebbe facilmente indurre gli elettori, per via della vicinanza eccessiva dei simboli, soprattutto quelli coalizzati, a generare un voto nullo: col segno della matita, infatti, si potrebbero coprire anche altri contrassegni oltre a quello verso il quale si è intenzionati a indirizzare il proprio sostegno. Il leader del centrodestra, che oggi ha rivolto un appello al presidente Napolitano, attribuisce le responsabilità del problema al Ministero degli Interni; Giuliano Amato, a sua volta, le scarica sulla legge elettorale in vigore, approvata nel dicembre 2005 dal governo di centrodestra.
Le dichiarazioni di Berlusconi di oggi non hanno nulla a che fare col caso recente della Democrazia Cristiana di Giuseppe Pizza, ma entrambe le vicende portano alla questione della possibilità-impossibilità di ristampare le schede.
Dopo la vittoria Dc nel ricorso al Consiglio di Stato, il gesto di non chiedere lo slittamento della data delle elezioni era quello auspicato e poi apprezzato da ogni parte politica. Ma, mentre il partito annunciava due giorni fa di rifiutare per senso di responsabilità verso il Paese di procedere ad un ricorso che avrebbe quasi sicuramente fatto slittare la data del voto, chiedeva a gran voce, come gli spetta di diritto, che il simbolo con lo scudo crociato fosse presente sulla scheda. Adesso, dopo essersi fatta carico dell'onere di svolgere una campagna elettorale in circa dieci giorni, parecchi in meno rispetto ai concorrenti, la Dc scopre irrealizzabile anche la sua ovvia e legittima richiesta di presentarsi al giudizio degli elettori.
Amato, infatti, annuncia l'impossibilità di ristampare le schede (gli italiani all'estero già hanno cominciato a votare): come si muoverà ora la rinata Dc? Farà finta di nulla, come fatto finora, visto che non rilascia dichiarazioni al riguardo da due giorni (l'ultimo comunicato stampa del partito risale al 4 aprile), o contribuirà a far ritornare lo spettro del rinvio del voto, ora che il leader della coalizione solleva il problema della confusione?
Personalmente credo che da entrambe le parti non vi sia alcuna intenzione di creare una situazione di stallo nel Paese. Al momento del passo indietro della Dc annunciato giovedì, tutti i leader politici concordavano che un rinvio del voto avrebbe semplicemente allungato l'agonia del paese bloccato ad una crescita minima, stretto nella morsa delle emergenze, bisognoso oggi più che mai di politiche strutturali e lungimiranti, che la ordinaria amministrazione non può garantire. Il partito guidato da Pizza ha condiviso e accolto questa idea e con senso di responsabilità ha evitato soluzioni che potessero solo peggiorare la situazione. Credo che in nome di quel senso di responsabilità rientrino domani gli allarmi di oggi.

Nessun commento: