mercoledì 19 marzo 2008

Leggere i sondaggi

I sondaggi ci aiutano sicuramente molto nel conoscere e approfondire le reazioni degli elettori durante la campagna elettorale. Una mossa azzeccata da parte di un politico, una idea innovativa, o anche una gaffe possono generare flussi nell'elettorato riscontrabili nei sondaggi dei diversi istituti di ricerca. Alla capacità dei sondaggi di inviarci importanti indicazioni (affidabili quanto basta) sui flussi elettorali bisogna, però affiancare sempre una buona dose di dimestichezza nel leggere e confrontare i sondaggi. Sarebbe un grave errore valutare una singola rilevazione in termini assoluti senza confrontarla con altre realizzate da altri autori (ovviamente riguardanti lo stesso argomento o lo stesso quesito). Nel nostro caso (le intenzioni di voto degli elettori italiani alle prossime Elezioni Politiche del 13 e 14 aprile), più che il dato oggettivo (una data percentuale di voti attribuita ad un partito tra tutti coloro che hanno dichiarato di essere intenzionati ad andare alle urne e di aver deciso già chi votare), è molto più importante valutare se quel dato nel corso del tempo è variato rispetto alle rilevazioni precedenti dello stesso autore e, poi, se ha subito quelle stesse variazioni nei sondaggi degli altri istituti.
Nella settimana in corso, ad esempio, fino ad ora sono stati realizzati tre sondaggi, effettuati da Crespi Ricerche, Demoskopea e Digis s.r.l. La media dei punti percentuali di consenso che i tre autori attribuiscono ai vari partiti è senz'altro importante, senza dubbio se domani si svolgessero le Elezioni Politiche, i risultati che uscirebbero dalle urne non sarebbero tanto distanti da quelli che ogni giorno i sondaggisti pubblicano su giornali, in tv, sul web, ma non tengono conto dell'alta percentuale di indecisi che deve ancora effettuare una scelta definitiva in vista del voto (si tratta di circa il 30% delle persone intenzionate ad andare a votare). Chi sono? Tra quali forze politiche o quali leader sono indecisi? Cosa li lascia perplessi e quali proposte potrebbero indirizzarli da una parte o dall'altra dello schieramento politico? Sondaggi che rispondano specificamente a queste domande sono pochi, spesso il dato relativo agli indecisi non viene nemmeno pubblicato, ma è ovvio che lì si gioca la partita decisiva. Saranno gli indecisi a stabilire se è possibile o meno una clamorosa rimonta dell'alleanza partito Democratico-Italia dei Valori sul centrodestra di Fini, Bossi e Berlusconi, un pareggio al Senato o un plebiscito per il Popolo dellà Libertà. Più che considerare i dati in termini assoluti, dunque, vale molto di più confrontare come essi variano nel corso delle settimane. Considerando i tre sondaggi di qui parlavamo prima, conta indubbiamente sapere che le tre rilevazioni attribuiscono ad esempio al Popolo della Libertà il 38,6% dei voti, al Movimento per l'Autonomia l'1,1% e via discorrendo, ma è ancora più importante notare che ci sono partiti che negli ultimi giorni per tutti e tre i sondaggi non sono riusciti a crescere ma sono calati (come Popolo della Libertà, Mpa e Unione di Centro), mentre altri in ogni rilevazione hanno mostrato segni di crescita (è il caso del Pd e dell'Italia dei Valori).

Nessun commento: