lunedì 17 marzo 2008

La rigidità dell'elettorato italiano

Più che gli elettori, la storia delle ultime elezioni in Italia l'hanno fatta i politici e i loro apparati, i partiti e le loro alleanze. Nessun stravolgimento da un anno all'altro, nemmeno un tonfo per una coalizione di governo e neanche nessuna rivincita per le coalizioni di opposizione: l'elettorato italiano si è dimostrato così rigido tra una chiamata alle urne e l'altra, che con quasi piena sicurezza possiamo affermare che anche stavolta il conteggio delle schede non ci riserverà nessuna clamorosa sorpresa. Chiusi i seggi, quando i dati lentamente (e si spera meno lentamente dell'ultima volta) cominceranno a giungere al Viminale, se dovessero esserci suspance e incertezza, queste saranno dovute più alla roulette del Senato, consegnataci da una pessima legge elettorale, che dalle scelte dei cittadini. I sondaggi di queste settimane sono un'ulteriore conferma di questa tesi, perchè le "forchette" all'interno delle quali oscillano i probabili consensi delle forze politiche stimati da diversi istituti di ricerca non si allontanano più di tanto da quelle lette e rilette settimane e settimane prima delle altre tornate elettorali, ma anche e soprattutto assomigliano agli ultimi dati ufficiali pubblicati relativi allo scrutinio delle schede.
Se si escludono due parentesi, l'exploit di Forza Italia nel maggio 2001 seguito dal tonfo delle Elezioni Europee di giugno 2004 e la crescita dell'Udc di Pier Ferdinando Casini, che quasi raddoppiò i suoi consensi alle stesse Europee, il bagaglio di voto dei principali partiti politici italiani non è mai variato sensibilmente da 7 anni a questa parte.
Considerando Elezioni Politiche del 2001, Europee 2004, Politiche 2006 e i sondaggi di cui veniano a conoscenza in questi giorni, l'elettorato del Partito Democratico si è sempre mantenuto all'interno della stretta forchetta che va dal 31,1% (somma dei voti dei Democratici di Sinistra e della Margherita nel 2001 e risultato elettorale della lista Uniti nell'Ulivo alle Europee del 2004) e il 33% circa che gli attribuiscono i sondaggi di oggi. Anche due anni fa, quella che allora era la lista guidata da Romano Prodi, ottenne un risultanto praticamente identico a quello delle due precedenti consultazioni nazionali: raggiunse un 31,3% di soli due decimi di punto superiore a quel 31,1% ripetuto per ben due volte nel 2001 e nel 2004.
Il consenso di Alleanza Nazionale, poi, è sempre stato stretto nella morsa di un solo punto percentuale (o anche meno). Al 12% del 2001 è susseguito un 11,5% alle Europee e poi il 12,3% delle Politiche 2006. Cinque anni di opposizione o di governo sembrano non aver fatto una piega all'elettorato aennino.
Anche Lega Nord e Rifondazione, inoltre, non hanno subito oscillazioni rilevanti. Entrambe si sono mosse al massimo di 1 un punto o poco più: tra il 3,9% (2001) e il 5% (2004) il partito di Bossi, Calderoli e Maroni; tra il 5% (2001) e il 6,1% (2004) il partito di Bertinotti. Da notare che Lega e Rifondazione si sono mosse con molto sincronismo, nel senso che nel 2001 alle Politiche hanno ottenuto il risultato più basso degli ultimi sette anni, poi dopo tre anni alle Europee il più alto e, in entrambi i casi alle Politiche del 2006 il risultato è stato intermendio tra le due precedenti consultazioni nazionali. Ciò dimostra che le due forze sono similmente influenzate dall'affluenza alle urne per via del loro elettorato molto radicato: sono favorite da una affluenza minore, all'aumentare degli elettori diminuiscono i loro consensi in termini relativi (storicamente alle Elezioni Politiche l'affluenza alle urne è maggiore di quella delle Europee).
I Radicali hanno ottenuto nel 2001 e nel 2004 il medesimo 2,3% di consensi, per poi aumentare leggermente i consensi al 2,6% nel 2006 (alleati con lo Sdi di Boselli sotto le insegne de La Rosa nel Pugno). I Verdi hanno subito anch'essi come i Radicali, oscillazioni minime, ottenendo dal 2,1 (2006) al 2,5% (2004), passando per il 2,2 del 2001 (nella stessa lista, Il Girasole, con lo Sdi). L'Udeur nel 2006, con l'1,4% di voti, è andato vicino al ripetere l'1,3% del 2004. Pressochè stabili tra 2004 e 2006 sono rimasti anche i voti ottenuti da Italia dei Valori e Comunisti Italiani, passati rispettivamente dal 2,1 al 2,3% e dal 2,4 al 2,3%.

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