domenica 2 marzo 2008

Innovazione della politica: le mosse di Veltroni

Abbandono dell'antiberlusconismo, rottura dell'oramai vecchio schema bipolare con la corsa solitaria del Partito Democratico, vincolo di due mandati per le candidature, ricambio generazionale, assenza di condannati nelle liste, centralità del tema della sicurezza, sintesi e collaborazione tra impresa e lavoro.

In questa campagna elettorale, contrariamente a quanto successo nelle ultime elezioni politiche, è il leader dell'opposizione (Silvio Berlusconi), nonostante sia in vantaggio in tutti i sondaggi, ad inseguire il candidato premier della coalizione di governo (Walter Veltroni). Le mosse di quest'ultimo possono essere considerate come segno di innovazione vera nel modo di fare politica in Italia, generare una forte idea di rinnovamento e far diventare il programma di governo e il progetto politico del partito Democratico come la novità più attraente tra l'attuale offerta politica italiana.
Veltroni ha dato l'input a rompere lo schema del bipolarismo italiano che regnava incontrastato da circa 15 anni attraverso la decisione, annunciata già alcuni mesi prima della caduta del governo Prodi, della corsa solitaria del Partito Democratico (senza l'apporto della sinistra radicale) nel caso si fossero svolte nuove elezioni, costingendo di fatto il centrodestra ad unirsi anch'esso in un solo simbolo e, indirettamente, provocando quei contrasti tra la leadership di Berlusconi e l'Udc di Pierferdinando Casini, che hanno portato poi nel giro di qualche settimana alla fuoriuscita del partito centrista dalla ex-Casa delle Libertà.
Il Partito Democratico di Veltroni ha stabilito il vincolo dei due mandati di parlamentare nell'ambito del regolamento per la composizione delle liste, rispondendo alla domanda di innovazione proveiente dall'opinione pubblica. La scelta di non ammettere deroghe per la candidatura di Ciriaco De Mita, parlamentare da circa 40 anni, leader di vecchia data della Democrazia Cristiana, di cui è stato segretario, ed ex presidente del Consiglio, carica rivestita mentre era contemporaneamente alla guida della Balena Bianca, ha sancito l'uscita dell'onorevole di Nusco dal Pd, del quale non era mai stato tra l'altro pienamente convinto. Il consistente bacino di voti, alcune decine di migliaia, che De Mita porta con sè e che verrà a mancare al Pd campano, farà sicuramente male al partito, si farà sentire, ma l'impatto mediatico che ha avuto questa scelta, effettuata in nome del ricambio generazione e dell'innovazione della politica, può essere positivo e la perdita di cnsensi campana può essere compensata a livello nazionale.
Il Pd di Veltroni, inoltre, ha deciso di non candidare persone condannate in primo grado per reati gravi.
Il Pd, poi, ha segnato un vero e proprio cambio di passo con la politica del passato. Ha sconfessato il dogma della sinistra secondo il quale classi dirigenti e lavoratori dipendenti non possono convivere in politica, principio fortemente rivendicato oggi dal leader della Sinistra Arcobaleno Fausto Bertinotti. Il Partito Democratico ha superato la contraddizione lavoro-impresa presentando le candidature sia di operai e lavoratori precari (Antonio Boccuzzi, l'operaio della Thyssen-Krupp sopravvissuto alla tragedia di poche settimane fa, una lavoratrice Asl e una centralinista di un call-center), sia di personalità proveninti dal mondo dell'impresa (come Matteo Colaninno, presidente dei giovani industriali, che sarà capolista in Lombardia alla Camera, e Massimo Calearo, presidente di Federmeccanica, che si presenterà nel Nord-Est).
La candidatura dei prefetti Achille Serra e Luigi De Sena, poi, può aiutare il centrosinistra a recuperare tutto il terreno perso, lasciato al centrodestra nel corso degli anni, sul tema della sicurezza.
Berlusconi in un primo momento, così come Veltroni, sembrava animato da un senso di fair-play nei confronti dell'avversario principale, che stava davvero rendendo il clima politico più sereno, poi ha ripreso da qualche giorno la sua vecchia strategia di attacco frontale alla coalizione opposta, rispolverando i suoi tipici attacchi alla sinistra del terrone, della morte, della dittatura, dell'oppressione, al pericolo comunista, alla minaccia della libertà e via discorrendo. Forse questi comportamenti più di ogni altro sondaggio ci descrivono le sensazioni vere di una parte politica. Il centrodestra, ancora ampiamente avanti nelle rilevazioni, stretto nella morsa della Destra e dell'Udc, non vede più forse la vittoria così scontata come lo era qualche settimana fa. Il partito di Casini solo da pochi giorni ha definito l'alleanza con la Rosa Bianca e una sua crescita sicuramente toglierebbe consensi al Popolo della Libertà e sicuramente più di quanti ne possa togliere alla coalizione di centrosinistra: se riuscisse ad ottenere seggi al Senato potrebbe minare seriamente alla stabilità di un futuro governo Berlusconi. In ogni caso, Veltroni, non reagendo agli attacchi del suo competitor, schivandoli semplicemente, ha mostrato di avere le idee ben chiare in termini di comunicazione (superare l'antiberlusconismo da 14 anni perennemente presente nelle campagne elettorali del centrosinistra e rivolgersi esclusivamente ai cittadini parlando di programmi e di futuro può dare un impulso maggiore all'idea di innovazione che il Pd vuol dare di sè).
Nonostante i numeri lo vedano perdente in questa competizione elettorale, Veltroni si sta dimostrando intenzionato a giocarsi tutte le carte fino in fondo.

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