giovedì 27 marzo 2008

Gli indecisi (oltre il 20%) sono molto più vicini al Pd che al Pdl

Ci sono alcuni dati nei sondaggi politico-elettorali pubblicati in questi giorni che vengono meno considerati delle intenzioni di voto dei partiti: il numero degli indecisi e a quali simboli potrebbe essere rivolto il loro sostegno.
La settimana scorsa la percentuale degli indecisi si aggirava intorno al 25% delle persone intenzionate a recarsi alle urne. Coloro che non avevano ancora deciso chi votare erano quantificabili nel 25% per Demopolis, 26% per Swg, 35,2% per Lorien Consulting, 31,8% per Gipieffe, 23,8% per Dinamiche e solo Digis li stimava in una percentuale bassa, il 5,6%. Fino ad oggi la quota di indecisi decresce molto lentamente col passare dei giorni ed è molto probabile che la maggior parte di loro scioglierà la riserva solo a pochi giorni o a poche ore delle urne: erano circa il 28% degli elettori nella settimana 8-14 marzo, il 24% circa tra il 15 e il 21 marzo, oggi si presume, seguendo il trend, siano intorno al 20%. Così come capitato nelle precedenti elezioni politiche, i maggiori movimenti nell'elettorato italiano si verificheranno a ridosso del voto, quando i sondaggi non potranno più essere pubblicati e non potranno così descivere i flussi del consenso elettorale: nel '96 ci fu un grande recupero del centrosinistra allora guidato da Prodi; nel 2001 il vantaggio di Berlusconi fu molto meno pesante delle previsioni; nel 2006 a due settimane dal voto tutti i principali istituti di ricerca attribuivano un vantaggio all'Unione di Romano Prodi di circa 5 punti percentuali, poi svaniti negli ultimi giorni di campagna elettorale.
E' un dato di fatto che questa fetta di elettorato indecisa in prossimità del voto sia solita orientarsi principalmente verso i grandi partiti di massa (oggi Partito Democratico e Popolo della Libertà), piuttosto che verso i partiti minori, il cui risultato è spesso molto legato all'affluenza alle urne. Nel caso, ad esempio, di elezioni europee, dove il numero di votanti è inferiore a quello delle politiche, partiti come la Lega Nord e la Sinistra Arcobaleno, hanno maggiori probabilità di ottenere un numero di voti in termini relativi superiore a quello delle consultazioni nazionali. In tal senso è importante notare che nelle ultime tre settimane contemporaneamente al calo degli indecisi nei sondaggi pubblicati si è vista da una parte un calo di Sinistra Arcobaleno e Unione di Centro, forze più piccole numericamente e alternative alle due principali coalizioni, dall'altra una crescita di Pd e Pdl (prevalentemente una crescita del Pd).
Un recente sondaggio, pubblicato oggi e realizzato tra il 25 e il 26 marzo da Makno & consulting, che descrive da quali partiti si sentono meno distanti gli indecisi, può darci qualche indicazione su come possano negli ultimi giorni di campagna elettorale gli indecisi cambiare le previsioni dei sondaggi di oggi.
Secondo questa rilevazione di Makno gli indecisi rappresentano il 23,4% del totale degli elettori intenzionti a recarsi alle urne, di questo 23,4% il 34% non avrebbe ancora deciso chi votare, mentre il 23,6% sarebbe maggiormente orientata al duo Pd-Italia dei Valori e il 10,7% degli indecisi si sentirebbe più vicina a Pdl e Lega Nord. Se fosse vero ciò, cioè che tra gli indecisi quelli intenzionati ad orientarsi verso il centrosinistra guidato da Walter Veltroni sono più del doppio di quelli che si sentono vicini al centrodestra di Berlusconi, Fini e Bossi, l'attuale divario tra Pd e Pdl sarebbe destinato a ridursi dai circa 7 punti percentuali di oggi di quasi due punti.

2 commenti:

Angelo ha detto...

Sembra una stima plausibile, dal momento che una fetta consistente degli indecisi questa volta è costituita da ex- elettori di Prodi, quindi provenienti comunque dall'area di centrosinistra e, presumibilmente, più propensi a tornarvi all'ultimo momento.

Osservatore politico ha detto...

Si, anche questo influisce. L'elettorato berlusconiano sicuramente è meno indeciso di quello che ha sostenuto Prodi alle scorse politiche. Il sondaggio in questione conferma questa sensazione.