lunedì 31 marzo 2008

Analisi dei flussi elettorali/5

Se il trend registrato nelle ultime tre settimane dovesse continuare, avremmo un Senato assai povero di seggi Arcobaleno e Udc. Come già sottolineato nei post precedenti, le costanti degli ultimi sondaggi politici in vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile sembrano essere il calo dei piccoli e la crescita dei grandi. Sinistra Arcobaleno e Unione di Centro hanno toccato alla fine di marzo i loro minimi in questa campagna elettorale, Partito Democratico e Popolo della Libertà i loro massimi (attestandosi il Pd senza Idv al 34% e il Pdl senza Leghe al 39%). Le polemiche sul duopolio nella politica italiana rivolte a Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, l'allarme di un inciucio già programmato lanciato continuamente, le critiche ai "due programmi fotocopia" provenienti da tutte le forze minori, più che distogliere l'attenzione degli elettori ancora indecisi dalle forze principali in campo, la stanno concentrando su di esse. Come si sa, indipendentemente da programmi, proposte e capacità di governo, in campagna elettorale guadagna consenso chi riesce a farsi notare: una sorta di predominanza della forma sulla sostanza, alla quale sono molto legati una parte di elettorato sicuramente minoritaria, quella che segue con attenzione l'evolversi della situazione politica. Un colpo ad effetto, uno slogan, una dichiarazione che infiamma i cuori o, contrariamente, una che produce timori e perlplessità, possono essere determinanti più delle decine di pagine di disegni di legge presentati prima del voto. Il simbolo dell'Ulivo apparso alle politiche del 2006, alla Camera dei Deputati raccolse circa 4 punti percentuali in più di Democratici di Sinistra e Margherita presenti sulla scheda elettorale del Senato. La logica ci porterebbe a pensare che due simboli sciolti in un terzo sono soggetti ad una dispersione di voti, invece 24 mesi fa accadde il contrario. Come spiegare allora un simile spostamento di consenso se non con la maggiore presenza nei media del simbolo della lista allora guidata da Romano Prodi?
L'Udc viene valutato al 6% dagli istituti che hanno effettuato sondaggi nell'ultima settimana e potrebbe riuscire ad ottenere seggi solo in Sicilia e in Puglia; la Sinistra Arcobaleno è scesa al 6,8% dal 7,1 di sette giorni prima e farà eleggere senatori nelle regioni rosse (Emilia Romagna, Marche, Toscana e Umbria), strappando preziosi posti al Pdl, che da quelle parti è destinato con ogni probabilità alla minoranza, mentre in Campania, Lazio, Piemonte e Liguria è da verificare la capacità della lista della sinistra radicale di superare lo sbarramento dell'8%.
In ogni caso le speranze di pareggio del centrosinistra passano per il Lazio, dove la situazione è più che mai incerta. La Destra si conferma forte, l'Udc non cede e mantiene la media nazionale, le elezioni comunali (Roma) e provinciali possono rivelarsi il traino che può regalare a Veltroni il premio di maggioranza decisivo per evitare la sconfitta e aprire la strada alla grande coalizione. In caso contrario, anche con la conquista di una regione in bilico più piccola da parte del Pd (Sardegna, Liguria, Abruzzo, Calabria o Basilicata), il Pdl si ritroverebbe con una maggioranza minima (per via dei senatori a vita, quasi tutti vicini al centrosinistra), ma sufficiente per governare.

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