lunedì 24 marzo 2008

Analisi dei flussi elettorali/4

Pd e Italia dei Valori oltre il 37%, ma il divario col Pd a tre settimane dalle urne è ancora alto. Occhi tutti puntati sul Senato.

Stando ai sondaggi pubblicati fino ad oggi (ne mancano ancora alcuni all'appello), nella terza settimana di marzo è ripresa lievemente la ricorsa del Partito Democratico al Popolo della Libertà. Secondo tutti gli istituti di ricerca il partito di Walter Veltroni è cresciuto nei consensi, mediamente di quasi un punto percentuale, portando per la prima volta la coalizione Partito Democratico-Italia dei Valori oltre il 37% dei consensi. L'alleanza Popolo della Libertà-Lega Nord-Movimento per l'Autonomia resta stabile tra il 44 e il 45%, quota dove è ferma oramai da oltre un mese. Il distacco, quindi, si riduce, ma non più di tanto. E' ancora sopra i 7 punti percentuali alla Camera dei Deputati e sono esigue le speranze di un recupero del centrosinistra a Montecitorio. Tutta l'attenzione è concetrata oramai al Senato, dove i giochi saranno decisi dall'esito elettorale in poche regioni ancora in bilico tra le due principali coalizioni: Liguria, Calabria, Abruzzo, Molise, Piemonte, Calabria, ma soprattutto Lazio, regione in cui la destinazione del premio di maggioranza è più incerta che mai. E' nel Lazio, infatti, che l'Unione di Centro di Pier Ferdinando Casini e La Destra, entrambi forti di un bacino di consenso superiore alla loro media nazionale possono evitare al centrodestra guidato da Silvio Berlusconi di ottenere quei seggi decisivi per scongiurare il pericolo di un pareggio a Palazzo Madama. La vicenda Ciarrapico, la gaffe sui precari nella trasmissione di approfondimento del Tg2 e lo strappo del programma del Pd ad un comizio, messi abbastanza in risalto dai media, sono costati al Pdl in questa settimana più di quanto non siano costati al Pd ad inizio mese i contrasti laici-cattolici successivi all'alleanza stipulata con i Radicali di Pannella e Bonino.
La Sinistra Arcobaleno sembra non trovare il sostegno di quella fetta di elettorato, che l'aveva appoggiata due anni fa alle politiche del 2006. Allora, senza cosiderare la Sinistra Democratica, fuoriuscita dai Democratici di Sinistra per poi entrare a far parte della nuova formazione della sinistra radicale, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi, erano riusciti a racimolare il 10,2% dei voti alla Camera dei Deputati. Oggi sono fermi al 7% circa e più che risalire la china, man mano che si avvicinano le elezioni e diminuiscono gli indecisi, sembrano restare bloccati a cifre non pienamente soddisfacenti. Evidentemente la pratica del cosiddetto "voto utile" sta spingendo l'elettorato radicale ad orientarsi verso l'alleanza Pd-Idv guidata da Walter Veltroni.
Anche l'Unione di Centro sta subendo la stessa sorte dall'inizio di marzo ad ora: il partito di Casini, ha perso quasi un punto, passando dal quasi 7% di fine febbraio a poco sopra il 6% che otterrebbe se si andasse alle urne in questi giorni.
Perde qualche decimo anche La Destra, che comunque oscilla ancora tra il 2 e il 2,5%. Pressochè stabile il Partito Socialista, fermo tra l'1 e l'1,5%.

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