sabato 15 marzo 2008

Analisi dei flussi elettorali/3

Fino ad ora dall'inizio della campagna elettorale non era mai successo che tra una settimana e l'altra non potesse essere segnalato nessun movimento rilevante nell'elettorato italiano in vista delle elezioni politiche del prossimo 13 aprile: i dati che giungono dai sondaggi effettuati tra l'8 e il 14 marzo, descrivono una situazione molto simile a quella proveniente dalle rilevazioni della settimana 1-7 marzo.
Aumentano di qualche punto decimale i loro consensi sia il centrodestra di Silvio Berlusconi composto da Popolo della Libertà, Lega Nord e Movimento per l'Autonomia, sia il centrosinistra dell'alleanza Partito Democratico-Italia dei Valori guidata da Walter Veltroni. Il divario si aggira tra i 7 e gli 8 punti percentuali e non riesce a schiodarsi da quelle cifre da due settimane, cosa che fa abbassare ancora sensibilmente le probabilità di un recupero del duo Pd-Idv alla Camera dei Deputati.
Lo spettro di un pareggio o di una maggioranza risicata del Pdl al Senato, però, non va via nonostante si sia arrestata la crescita dell'Unione di Centro e de La Destra, ferme rispettivamente intorno al 6,5 e al 2,5%. Queste due formazioni, infatti, risultano pericolose e potrebbero costare caro al centrodestra berlusconiano in quanto capaci di strappare voti e seggi (e, di conseguenza, impedire al Pdl di ottenere l'ambìto premio di maggioranza) in qualche regione ancora in bilico tra le due principali coalizioni. In Lazio, ad esempio, il Pdl corre rischi concreti: La Destra mantiene da sempre un forte bacino di consensi e, tra l'altro, l'affiancamento di elezioni politiche e amministrative avvantaggia il centrosinistra, che parte coi favori del pronostico nella corsa verso il Campidoglio e la Presidenza della Provincia di Roma.
La Sinistra Arcobaleno oscilla ancora tra il 7 e il 7,5%, il Partito Socialista tra l'1 e l'1,5%.

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