mercoledì 13 febbraio 2008

Tra Udc e Popolo della Libertà manca l'accordo: si lotterà su più fronti

La scelta annunciata stasera dagli esponenti dell'Udc, che sarà ufficializzata nella giornata di domani, di correre col proprio simbolo alle prossime elezioni politiche rende il quadro nazionale più incerto del previsto. L'adesione del partito di Casini al neonato Popolo della Libertà berlusconiano avrebbe garantito al centrodestra un margine rassicurante anche al Senato, mentre ora anche se con molte probabilità la coalizione composta da PdL e Lega Nord riuscirà ugualmente ad ottenere il premio di maggioranza alla Camera, molte regioni dove il risultato sembrava quasi scontato, diventano incerte, considerando anche l'accordo siglato stamane da Partito Democratico e Italia dei Valori di coalizzarsi.
Se si andasse alle urne domani Pd-Idv otterrebbero circa il 35% delle preferenze, mentre Pdl e Lega oltre il 40%. Anche se complessivamente a livello nazionale tra i due blocchi c'è una differenza di almeno 7/8 punti percentuali, il rischio di vittoria per il PdL con una maggioranza risicata a Palazzo Madama è dietro l'angolo, meno probabile ad oggi, sondaggi alla mano, invece appare l'ipotesi di pareggio.
Due anni fa la rimonta in extremis della Casa delle Libertà sull'Unione avvenne alla fine di una campagna elettorale molto più lunga e dai toni infuocati. Oggi non ci sono più quei presupposti: siamo a soli due mesi dalle urne senza avere di fronte un quadro ancora ben chiaro su alleanze e programmi e dalle prime apparizioni di Berlusconi e Veltroni si evince che non dovremmo assistere ad un clima da muro contro muro. Le sorprese di questa campagna elettorale a questo punto, non essendoci più due ammucchiate di partiti da una parte e dall'altra l'un contro l'altra armata, potrebbero venire non dal testa a testa Veltroni-Berlusconi, ma a destra quanto a sinistra dagli attriti tra ex alleati. Le scintille tra Sinistra Arcobaleno e Pd-Idv, tra La Destra e il Pdl e tra lo stesso PdL e l'Udc o l'eventuale piccolo polo moderato centrista che potrebbe nascere nei prossimi giorni, potrebbero creare molte più difficoltà ai due principali candidati premier della loro sfida diretta e risultare più determinanti in termini di consenso. Sinistra e Pd si contendono una buona fetta di elettorato nell'area socialista, il partito di Storace cercherà consensi nel suo ex partito dove i nostalgici della fiamma potrebbero bocciare il progetto Pdl, l'Udc cercherà di strappare voti a Fi e magari anche al Pd nell'area moderata di ispirazione cattolica.
Non più su un solo fronte, dunque, ma su due o più fronti avrà dovuto combattere il futuro Presidente del Consiglio prima di approdare a Palazzo Chigi.

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