martedì 26 febbraio 2008

A sinistra di Rifondazione Comunista: Sinistra Critica e Partito Comunista dei Lavoratori

Chi ha detto che sulla scheda elettorale alle prossime elezioni politiche non ci saranno più falce e martello?
Ecco i principali punti programmatici in vista del 13 aprile delle forze della sinistra antagonista e anticapitalista guidate da Franco Turigliatto (Sinistra Critica) e Marco Ferrando (Partito Comunista dei Lavoratori), entrambi fuoriusciti dal Prc durante l'esperienza del governo Prodi.


SINISTRA CRITICA
1)
Aumento netto del reddito mensile di almeno 300 euro da realizzare con almeno tre strumenti: un piano di riforma fiscale che diminuisca l’Irpef per i redditi più bassi e l’innalzi per quelli più alti; il recupero del fiscal drag; l’introduzione per legge di un salario minimo (1.300 euro) introducendo un meccanismo automatico di aumento progressivo;
2)
Tassazione delle rendite finanziarie a esclusione dei redditi dei pensionati e lavoratori a basso reddito (iscrizione delle rendite su dichiarazione redditi);
3)
Nuova Patrimoniale sui beni immobili e mobili delle grandi imprese, delle società finanziarie, sui beni di lusso, sugli immobili del Vaticano;
4)
Aumento significativo dei controlli alle imprese e l’inasprimento delle pene per le imprese responsabili di omicidi sul lavoro;
5)
Riscrivere una legislazione che combatta la precarietà, estenda le garanzie minime (contributi, maternità, stabilità dell’impiego) fino all’introduzione di un Salario Sociale per i disoccupati e i precari (1000 euro mensili netti);
6)
Sistema delle pensioni pubblico sotto il controllo dei lavoratori, con sistema a ripartizione e con metodo retributivo (pensione commisurata agli ultimi stipendi);
7)
Attuazione di una politica di alloggi sociali che requisisca le case sfitte, rilanci l’edilizia popolare e combatta l’usura finanziaria a cominciare da quella delle banche. Istituzione di grande banca nazionale, pubblica, controllata dai lavoratori e dagli utenti, che adotti una politica “sociale” dei prestiti e che sia da supporto a un piano economico ambientale e di riconversione (progetto da realizzare grazie ad una Cassa Depositi e Prestiti e con l’utilizzo della raccolta postale);
8)
Riduzione drastica delle spese militari, riconversione dell’industria bellica, da tenere sotto il rigoroso controllo pubblico, progressiva riconversione dell’esercito a uso civile e finalizzato alla difesa del territorio. Nessun sostegno alle moderne “guerre umanitarie” e alle missioni internazionali, ritiro di tutte le truppe all’estero, uscita dalla Nato, chiusura delle basi militari straniere;
9)
Istruzione pubblica, stipendi decenti per gli insegnanti, immediata regolarizzazione dei precari, fine del 3+2 all’Università, nuovo status per i ricercatori, diritto allo studio concreto fatto di riduzione delle tasse e di servizi affidabili per gli studenti;
10)
Attuazione di una politica di difesa ambientale al 100%: no ai rigassificatori, al ritorno del nucleare, agli inceneritori, alle centrali a carbone, alla TAV. Sì ad un'energia pulita, un sistema integrato di raccolta rifiuti, alla raccolta differenziata, ad un sistema che faccia pagare alle imprese il costo sociale degli imballaggi eccessivi e che incentivi la riduzione dei consumi energetici;
11)
Riduzione drastica delle indennità dei parlamentari, limite ai mandati, rotazione degli eletti, elezione delle cariche dirigenziali nei servizi pubblici, e attuazione di una riforma istituzionale che preveda il ruolo della partecipazione diretta per una democrazia non delegata ma legata al conflitto sociale e alle istanze che provengono dal basso;
12)
No al razzismo, sì alla effettiva uguaglianza dei diritti: diritto di cittadinanza, abolizione della Bossi-Fini, chiusura dei Cpt;
13)
Diritto alla libera sessualità, diritto all’autodeterminazione delle donne, difesa della 194, diritto ai PACS, rifiuto delle ingerenze e diritto al dissenso contro ogni dogma imposto. Appoggio agli studenti e ai professori che hanno contestato il Papa, alle donne che si battono contro la violenza maschile dei gay lesbiche, trans che vogliono vedere affermato il proprio diritto alla libera sessualità.
14)
Sì al proporzionale senza sbarramenti, alla libera dialettica, ai governi fondati sui programmi, alla rotazione degli eletti, al limite di mandato a due legislature, al divieto di cumulo degli incarichi, alla democrazia diretta e partecipata, al potere dal basso a partire da chi lavora.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
1)
Abolizione delle leggi di precarizzazione e galera per i padroni responsabili dell’insicurezza e l’esproprio delle loro aziende, senza indennizzo e sotto controllo operaio. Controllo dei lavoratori, con poteri di veto, su tutti gli aspetti dell’organizzazione del lavoro;
2)
Carattere pubblico, sotto controllo popolare, dell’intero sistema di raccolta e di smaltimento dei rifiuti; l’esproprio dei terreni delle discariche (in mano alla camorra) per la loro bonifica; un grande investimento di risorse pubbliche in una capillare raccolta differenziata, sull’intero territorio nazionale, finanziato dalla tassazione di grandi profitti e patrimoni;
3)
Nazionalizzazione delle banche senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori; annullamento dei debiti contratti da milioni di persone; la nascita di un unico istituto di credito pubblico, sotto controllo popolare, come mezzo di sostegno a lavoratori e artigiani, piccoli commercianti, oggi torchiati e truffati dalla banche.
4)
Ritiro immediato e incondizionato dalla truppe da tutti i teatri di guerra, abbattimento delle spese militari, nazionalizzaione senza indennizzo e sotto controllo operaio dell’industria bellica (come premessa della sua riconversione), abolizione della diplomazia segreta, sostegno al diritto di resistenza di tutti i popoli oppressi e aggrediti per il loro pieno diritto di autodeterminazione;
5)
Difesa della legge 194, dei diritti civili, dei principi di laicità; abolizione dei fondi pubblici a scuole e università private e confessionali, fine dell’esenzione fiscale della Chiesa (iva e ici), esproprio delle grandi proprietà immobiliari del clero da destinare ad uso sociale;
6)
Stato di tipo nuovo basato sull’autorganizzazione democratica dei lavoratori e sul loro potere, sulla revocabilità permanente di ogni eletto; sulla abolizione di ogni privilegio degli eletti rispetto ai loro elettori: con la retribuzione di un deputato del popolo non superiore a 2000 euro.

Nessun commento: