giovedì 28 febbraio 2008

Lista unitaria tra Udc e Rosa Bianca

Quando i giochi sembravano oramai fatti e si andava delineando lo schieramento politico definitivo in vista delle prossime elezioni politiche, un nuovo cambiamento, peraltro non secondario, rinvierà ancora di qualche giorno la definizione finale del quadro italiano: Udc e Rosa Bianca hanno raggiunto l'accordo che li porterà a correre sotto un unico simbolo il 13 e il 14 aprile.
Si tratta di un accordo che irrobustisce il progetto, sostenuto a più voce da vari politici centristi, di far nascere in futuro un unico partito che raccolga consensi al centro al di fuori dei due principali partiti (Pd e Pdl) nell'elettorato moderato e cattolico. Stando ai numeri, l'Udc è ampiamente al di sopra dello sbarramento del 4% previsto per i partiti non coalizzati e non dovrebbe avere problemi di rappresentanza parlamentare alla Camera dei Deputati. I consensi del partito di Casini, secondo gli ultimi sondaggi, ruotano intorno al 6%. L'alleanza con la Rosa Bianca, il cui consenso si aggirerebbe intorno all'1-1,5%, va letta quindi come presupposto per la creazione di una forza politica che possa crescere in futuro, visto che l'Udc ad oggi non sembra avere problemi di superamento della soglia del 4%, ma può anche essere vista come viatico per ottenere alcuni seggi al Senato, dove la ripertizione avviene a livello regionale e lo sbarramento è dell'8%.
La prima domanda che sorge spotanea alla luce di questa alleanza è, dunque, se la lista Rosa Bianca-Udc possa in quest'ultimo mese e mezzo di campagna elettorale riuscire ad attrarre ancora più voti rispetto al 7-7,5% che i principali istituti di sondaggio attribuiscono attualmente ai centristi che non si identificano nè nel Partito Democratico, nè nel Popolo della Libertà.
Secondo punto: nel caso in cui l'alleanza dovesse avere successo, a chi strapperebbe più consensi la lista Udc-Rosa Bianca tra il centrosinistra di Veltroni e il centrodestra di Fini e Berlusconi, visto che in entrambi gli schieramenti diversi uomini politici, ma soprattutto diverse fette di elettorato potrebbero essere seriamente attratte dal nuovo progetto?
A mio parere, chi si dovrebbe preoccupare maggiormente della nascita del nuovo soggetto è il Popolo della Libertà, in virtù del fatto che sia Tabacci che Baccini, sia Cesa che Casini, hanno condiviso con il centrodestra oltre un decennio di alleanza, di opposizione e di governo, la loro immagine è fin troppo legata alla coalizione di centrodestra, e non solo l'immagine. La storia politica recente degli uomini che ora intraprendono questa corsa solitaria è la stessa dei leader di Forza Italia e Alleanza Nazionale, con i quali hanno condiviso sconfitte e vittorie elettorali ad ogni livello in ogni angolo d'Italia dal 1994 ad oggi. L'elettorato di riferimento di Casini, Cesa, Baccini e Tabacci, non può che essere posizionato principalmente nell'elettorato del Pdl.
Per quanto riguarda i sondaggi, le rilevazioni di questi ultimi 2-3 giorni, successive all'alleanza Radicali-Partito Democratico, sembravano essere le prime che fotografavano le intenzioni di voto degli italiani davanti allo stesso quadro politico che si sarebbero trovati di fronte il 13 e 14 aprile. Ma i sondaggi pubblicati in questi giorni e quelli che saranno pubblicati nelle prossime ore non tengono conto della novità di oggi, pertanto per avere dei numeri più affidabili di quelli attuali da commentare dovremo attendere ancora qualche giorno, quando nuovo simbolo, nuova lista e nuovo programma saranno stati già ufficializzati e sufficientemente conosciuti dagli italiani.

1 commento:

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