mercoledì 27 febbraio 2008

Analisi dei flussi elettorali/1

Sinistra Arcobaleno e Rosa Bianca al di sotto delle attese. Le prossime rilevazioni ci diranno quanto vale al Pd l'alleanza coi Radicali. Bene l'Udc al 6%.

Cerchiamo di capire perchè sono cambiati nel giro di una sola settimana i dati sulle intenzioni di voto alle prossime elezioni politiche.
Innanzitutto bisogna ricordare che ci troviamo ancora nella fase iniziale della campagna elettorale, le alleanze tra partiti non sono ancora bene definite, i programmi presentati sono ancora pochi, il dibattito non è perciò ancora entrato nel vivo e la maggior parte degli elettori non conosce sufficientemente bene il quadro politico sul quale dovrà esprimersi il 13 aprile.
I motivi della riduzione del divario tra la coalizione guidata da Berlusconi sull'alleanza guidata da Veltroni, sono gli stessi di cui ho scritto pochi giorni fa, sono elencati nel post del 24 febbraio. Bisogna solo aggiungere che l'alleanza da poco messa a punto tra Pd e Radicali, che prevede la presenza di candidati radicali nelle liste democratiche, sarà un ulteriore fattore che aiuterà il partito di Veltroni a ridurre ancora il gap col centrodestra. Le rilevazioni di questi giorni, quasi tutte, non tenevano ancora conto della novità e consideravano i Radicali non coalizzati.
Per quanto riguarda le forze minori, l'Udc ha recuperato un punto percentuale. Non è facile per un partico balzare dal 5 al 6 per cento in una sola settimana. Ciò è la conseguenza del rifiuto del partito di Casini di entrare a far parte del Pdl di Fini e Berlusconi. Ha avuto maggiore visibilità e mettere in evidenza la diversità con gli ex alleati è una scelta che al momento sta pagando. Il Pdl nato da Allenaza Nazionale e Forza Italia ha aperto ampi spazi al centro dello schieramento e l'Udc sta racimolando consensi in questo mercato. Non sembrano esserci quindi problemi per il superamento della soglia si sbarramento del 4% per i soggetti non coalizzati.
Il destino della Rosa Bianca, invece, sembra legato in maniera forte alle mosse dell'Udc. In una settimana è passata dal 2,1 all'1,2 per cento e sembra si sia già svanito l'impulso col quale era nata. L'adesione dell'Udc al Popolo della Libertà avrebbe dato la possibilità alla formazione di Tabacci e Baccini di sfruttare lo spazio, di cui parlavo sopra, che si sarebbe creato al centro tra le due principali coalizioni. Non appena Casini ha sciolto le riserve, candidandosi premier, l'Udc ha riguadagnato tutto il consenso moderato centrista che la Rosa Bianca gli aveva tolto.
Anche un'altra novità del panorama politico italiano stenta a decollare: la Sinistra Arcobaleno (nata dalla unione di Rifondazione, Verdi, Comunisti Italiani e Sinistra Democratica), cala dall'8 al 7,4 per cento, lontana dai numeri delle politiche 2006, quando si attestava intorno al 10%. Sta pagando la poca presenza nei media, nessuna prosposta davvero alternativa a Veltroni per ora; forse con la presentazione del programma farà breccia nell'elettorato di sinistra che per ora si sta orientando principalmente verso il partito Democratico. Bisogna però tener presente che la sinistra radicale, così come Lega Nord e altri partiti territoriali, ha un elettorato molto radicato, quindi non ci si può attendere una chissà quale ripresa in termini di consensi. Gli indecisi storicamente si orientano di più verso le forze politiche più grandi che verso le minori. In tal senso è determinante anche l'affluenza alle urne. Maggiore è il numero di votanti, minori sono le probabilità di successo della Sinistra Arcobaleno.
Così come la Rosa Bianca, il Partito Socialista, La Destra e l'Udeur non riusciranno a raggiungere lo sbarramento alla Camera dei Deputati: per loro non resta che puntare ad ottenere qualche seggio al Senato.

Nessun commento: